My Bloody Valentine - m b v

My Bloody Valentine - m b v
Probabilmente non passeranno alla storia come una band prolifica, visto che ci hanno messo ben 22 anni per pubblicare quello che è solamente il loro terzo album in studio, ma criticarli per questo è veramente difficile. I My Bloody Valentine infatti, con 2 album di una durata complessiva di un’ora e mezza circa, si sono guadagnati un’aura sacrale indelebile e assolutamente meritata. Dentro “Isn't Anything” e sorpattutto dentro “Loveless”, rispettivamente dell’ ‘88 e del ‘91, abbiamo trovato una concezione della musica completamente nuova, che non solo ammette il rumore ma si basa proprio sul plasmarlo. Una concezione che ha ancora oggi un’influenza inestimabile sulla scena indipendente. 

Il loro terzo album, “m b v”, ha una storia faticosa e a suo modo affascinante, facilmente romanzabile visto che lascia molto spazio all’immaginazione. Dopo l’immenso “Loveless” del 1991, uno dei lavori più belli e importanti degli anni Novanta, c’è un colpo di scena degno delle migliori pellicole: fino al 1997 la band prova a scrivere un nuovo album... ma non ci riesce. Ufficialmente si tratta di problemi tecnici nel nuovo studio di registrazione, ma sottovoce si parla di un blocco dello scrittore che affligge Kevin Shields. Alla fine, nel 1997 appunto, la band decide di sciogliersi. I My Bloody Valentine si riuniscono 10 anni dopo, nel 2007, presentandosi, almeno così dissero, con ben ¾ del nuovo lavoro già pronto. Ora non sappiamo se mentirono sulla percentuale di completamento del lavoro, valutarono male la situazione o fu semplicemente la loro mania di perfezione, ma sta di fatto che ci vollero altri 6 anni. E così, quando ormai stavamo per perdere le speranze, il 2 febbraio 2013, non solo abbiamo l’annuncio di “m b v”, ma anche, poche ore dopo, il suo rilascio tramite il sito ufficiale della band.

Il prodotto di questa odissea è un album unico, come del resto ogni lavoro dei My Bloody Valentine, che si apre in maniera molto differente dai dischi precedenti: "She Found Now" ci accoglie immergendoci completamente in un intimo oceano di distorsioni, una nebbia fitta ma leggera che poi ci lasciamo alle spalle, sullo sfondo, con l’ottima “Only Tomorrow”. Nella parte centrale dell’album abbiamo le seducenti “Who Sees You” e “If I Am”, mentre le atmosfere sospese di “Is This and Yes” e i ritmi amichevoli di “New You” incidono meno. Nel finale l’album cambia passo e si avvia verso un altro mondo: in “In Another Way” abbiamo delle interessanti costruzioni vocali e chitarristiche, che denotano un seme di ossessione melodica che crescerà poi, fino all’esasperazione, nella catartica e coinvolgente “Nothing Is”. L’ascesa prosegue e si conclude con “Wonder 2”, dove le forme e gli equilibri diventano sempre più rarefatti fino a bucare l’atmosfera, prima di spegnersi.

Il finale di questo lungo capitolo della storia dei My Bloody Valentine è quindi lieto, perché la band irlandese mostra ancora una volta che il suo tocco è unico e inimitabile. Però bisogna ammettere che  “m b v” non è all’altezza del rivoluzionario “Loveless” e nonostante la bellezza e la cura di alcuni brani, altri suonano incolore, anche a causa di una produzione che tende ad uniformare i suoni a scapito della vitalità. Al di là di ciò, l’esperienza sonora racchiusa in “m b v” è senza dubbio di uno spessore raro. Le sue atmosfere sono tanto avvolgenti ed intriganti, tanto dense e concrete da stimolare, oltre l’udito, anche la vista e il tatto. Proprio per questo la terza farica dei My Bloody Valentine è tra le uscite più piacevoli e rilevanti di quest’anno, e pur non avendo il valore rivoluzionario dei primi due lavori, farà comunque parlare di sè a lungo.

Francesco Cicero


Genere: Shoegaze

Lineup:
Kevin Shields - voce, chitarra, campionatore
Bilinda Butcher - voce, chitarra
Colm Ó Cíosóig - batteria, campionatore
Debbie Googe - basso

Tracklist:
01 she found now
02 only tomorrow
03 who sees you
04 is this and yes
05 if i am
06 new you
07 in another way
08 nothing is
09 wonder 2