Musica per le immagini

Musica per le immagini
Il potere della musica associata alle immagini è enorme e affascinante. La musica rafforza e sottolinea ogni tipo di comunicazione, arricchendola di un livello di profondità altrimenti irraggiungibile.
È meraviglioso verificare le reazioni del nostro cervello quando la musica agisce in sinergia con un'altra esperienza sensoriale.
In un certo senso i due stimoli vengono memorizzati collegati fra loro: ricordando o riascoltando la musica rivivremo mentalmente l'esperienza e viceversa.
È proprio su questo database di memorie collegate che fa leva il compositore di musica per le immagini per suscitare emozioni “a comando”.In generale la musica funziona da amplificatore emozionale.
In particolare questo viene sfruttato ampiamente in eventi rituali, film, pubblicità, videogames. Le immagini sono il contenuto del messaggio, la musica aggiunge pura energia emotiva in modo subliminale. Così facendo ci rende massimamente sensibili e pronti a confrontare quanto sta avvenendo sullo schermo con il nostro vissuto, e a recepirlo come reale. Tutto ciò nonostante non ci sia niente di meno reale di una musica che fluttua nell'aria commentando le nostre esperienze quotidiane.Identità musicali e scelta dell'ensemble 
La musica collegata alle immagini è quindi subordinata a queste e al messaggio che si vuole trasmettere. È altamente contestualizzata, il compositore non può prescindere da ciò. Il punto fondamentale è questo: l'attenzione non è più focalizzata sul “cosa” scrivere ma sul “perché”. Nel campo della pubblicità, ad esempio, è importante creare una forte identità musicale che comunichi l'essenza del prodotto. Farlo con le parole può essere complicato e non soddisfacente, la musica può risultare molto più efficace.Anche nei film la musica necessita di una forte identità, che può essere data da una melodia principale o leitmotiv, da un frammento melodico, da un ritmo, da un colore armonico, dall'uso di un suono particolare. Nessuna opera è mai inizialmente recepita nella sua interezza, abbiamo bisogno di pochi particolari che colpiscano la nostra attenzione. Nelle canzoni pop il momento identificante, chiamato “hook”, è spesso formato da poche note. La potenza della musica pop è data dalla capacità che ha l'hook di fissarsi nella mente dell'ascoltatore. Questo concetto vale anche nel campo delle colonne sonore.Si rende pertanto necessaria una riflessione preliminare per stabilire i tratti principali di un'identità musicale e fare in modo che colpiscano l'ascoltatore per la loro coerenza e facilità. Un esempio molto famoso è il logo musicale di Intel. Concetti come innovazione, grande azienda, abilità nel risolvere i problemi, elettronica, sono resi in modo così definito e invitante dalla successione dei due intervalli giusti, quarta e quinta, e da una attenta creazione del suono. Proprio questo continuo lavoro di scoperta del significato delle componenti più elementari della musica come semplici intervalli, profilo melodico e strumenti/timbri usati, è la strada che porta alla creazione di un messaggio musicale facile ed efficace.Primario è anche il ruolo della fase di ricerca preliminare. Dopo aver discusso col committente/regista e capito i suoi obiettivi musicali, il compositore ascolta quanta più musica di successo del genere stabilito. L'obiettivo di questa fase non è quello di copiare, ma di assimilare gli elementi caratteristici di un genere per ricreare nel pubblico la medesima risposta emotiva. Mi è capitato di fare ricerca sul rock pop anni '80, sul tango, sulla musica delle serie TV anni '70, sulla musica popolare anni '40/'50 e molto altro.Rock Guitar Academy - CCRComposizione 
Prima di mettersi a scrivere per una scena, il compositore deve quindi conoscere bene l'obiettivo principale della musica in quel determinato contesto, sapere cosa pensano a riguardo i creatori della scena e in che modo la musica può essere utile (se non indispensabile) per il raggiungimento dell'obiettivo stesso. In generale capita che il montatore o il regista stesso sincronizzino della musica di prova, chiamata “temp track” (traccia temporanea). 
I compositori sono divisi nei confronti delle temp tracks. Alcuni le sfruttano per stabilire una direzione e capire meglio le intenzioni del regista; altri preferiscono non ascoltarle per non lasciarsi influenzare e quindi non contaminare le proprie idee personali. Le prime volte, preferisco guardare il filmato senza temp track e lasciar fluire le sensazioni. Queste prime visioni forniscono una buona indicazione dei punti da valorizzare/rinforzare, detti punti di “sync”. Successivamente ascolto la temp track, che mi dà la chiave per discutere di musica col regista.Nel comporre sulle scene una cosa che reputo importantissima è avere chiaro come gestire tensione e risoluzione, continuità e contrasto. Ogni aspetto della musica può essere gestito con questi mezzi: armonia, melodia, ritmo, orchestrazione.Sincronizzazione 
L'aspetto che contraddistingue questa forma d'arte unica che è la scrittura di musica per le immagini è la sincronizzazione ad una linea temporale esterna, dettata dalle immagini. Questo stravolge l'idea di struttura che c'è negli altri tipi di musica. Le canzoni hanno una struttura specifica: strofa, chorus, bridge etc... Le colonne sonore sono costruite e si sviluppano non sulle forme tradizionali ma su ciò che vediamo sullo schermo. Anche se ciò può sembrare ostico e anti-musicale, la vera sfida sta proprio nel cercare di mantenere una certa validità artistica.Un aspetto fondamentale nella realizzazione di una colonna sonora, soprattutto per i film, è il posizionamento della musica lungo lo svolgersi delle scene, ovvero in quali punti la musica deve partire e dove deve fermarsi. Questo lavoro è chiamato “spotting”. Tali decisioni hanno una forte influenza sull'impatto emozionale della musica sul pubblico. È incredibile come un buono spotting permetta di non percepire le entrate e uscite della musica, ci accorgiamo della colonna sonora quando sta già suonando in sottofondo.
Per ottenere questo risultato mi sforzo di trovare i punti in cui la musica è realmente indispensabile e ripercorro la scena all'indietro cercando il primo cambio emotivo che mi dia la possibilità di entrare. Spesso l'entrata è un crescendo da basse dinamiche: questo permette allo spettatore di non notarla.Sperando che questa introduzione abbia suscitato il vostro interesse vi do appuntamento al prossimo articolo nel quale vi parlerò di uno dei miei lavori come compositore di musica per immagini.Bruno Di GiorgiRock Guitar Academy
www.brunodigiorgi.it
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