Mark Lanegan - Whiskey For The Holy Ghost

Mark Lanegan - Whiskey For The Holy Ghost
Anche se i dischi degli Screaming Trees, il gruppo del quale Lanegan era cantante e leader, sviluppavano il loro repertorio specialmente su atmosfere "Grunge" (genere che nasceva proprio alla fine degli '80 per poi proseguire per metà del decennio successivo, del quale i "portabandiera" incontrastati furono i Nirvana), i suoi dischi solisti si distaccano moltissimo da questo "cliché". Grazie anche all'aiuto di Mike Johnson (Dinosaur Jr) in fase sia di produzione che di composizione possiamo ascoltare un suono che non ha niente a che vedere con le aspre sonorità tipiche del "Grunge", ma che invece si rifà ad un rock elettro-acustico con una ben marcata matrice introspettiva, sulla falsa riga dei vari classici fondamentali come Tim Buckley, Fred Neil, Leonard Cohen, Nick Drake. Questa è la seconda opera firmata dal solo Lanegan, senza il suo gruppo. Nella prima aveva fatto la sua comparsa in due canzoni, Down In The Dark e Where Did You Sleep Last Night, un ancora sconosciuto Kurdt Cobain (all'epoca c'era ancora la "d" nel nome ^^) che infatti riprenderà il secondo pezzo nel famoso MTV Unplugged In New York. In questo secondo disco dicevamo, Lanegan sottolinea la sua volontà di distaccarsi dai suoni enfatizzati sempre cari al "Grunge", approdando a sonorità più cupe e intimiste, quasi sofferenti come dimostrano le varie ballate Carnival in primis, ma anche Borracho, The River Rise, Beggar's Blues e tutte le altre. Certo è difficile dover decidere di rinunciare a tutti gli altri dischi di questo eccezionale musicista, ma se proprio il portafogli ci chiede di operare una scelta, è questo l'album che non bisogna far mancare nella propria collezione.
  • The River Rise
  • Borracho
  • Hose A Home
  • Kingdoms Of Rain
  • Carnival
  • Riding The Nightingale
  • El Sol
  • Dead On You
  • Shooting Gallery
  • Sunrise
  • Pendulum
  • Judas Touch
  • Beggar's Blues
  • Casa discografica: Sub Pop
    Anno: 1993