Lo studio personale: i microfoni #3

Lo studio personale: i microfoni #3
Cari MusicOffili, a prescindere dal microfono che avrete acquistato in base al vostro budget, esigenze, schede tecniche e manuali, consigli dal web e dei presunti esperti (o veri), oppure che vi hanno cortesemente prestato o noleggiato, ora siamo al punto critico: come posizionarlo? Anche in questo caso spesso è una questione di gusto e di colore del brano che state per registrare: a volte spostare un microfono di pochi cm significa variare il suo suono e renderlo "migliore" o "peggiore" per i nostri scopi, quindi parleremo degli strumenti più diffusi ed in modo universale. Iniziamo dalla voce: in questo caso, se i nostri lavori per migliorare l'acustica non ci hanno dato il risultato ottimale, ci sono accessori chiamati reflexion filter, ossia dei pannelli generalmente emisferici da posizionare dietro il microfono in modo tale da isolare la voce del cantante da molte perturbazioni ambientali. Per la voce spesso si usa un microfono cardioide anche se io consiglio, se l'acustica ce lo consente, di provare anche un omnidirezionale che ci potrà dare un dettaglio sonoro maggiore. Generalmente per la ripresa in studio si usa un condensatore a capsula grande, ma le voci più curate sono spesso registrate con microfoni a capsula piccola che fornisce una risposta impulsiva più rapida e maggiore dettaglio, ma anche una ripresa maggiore di eventuali sbavature.Passiamo alla chitarra acustica per la quale molto dipende dall'ambiente perché riprese troppo ravvicinate fanno risaltare quei rumori meccanici tipici delle dita sulle corde, del plettro o dei polpastrelli che suonano, etc... Una buona soluzione prevede almeno un paio di microfoni, in questo modo avremo sia la potenza della chitarra che l'ambienza.Discorso molto più semplice per l'amplificatore dell'elettrica: basta spostare il microfono davanti al cono per cambiare notevolmente il suono, come si vede nella seguente immagine. A questo punto la scelta sta a voi, io consiglio di modificare la ripresa fra ritmica e solista in modo tale da intervenire sul suono in modo ottimale, ovviamente se avete più microfoni posizionati, potete lasciarli tranquilli e decidere in fase di mix il bilanciamento fra una traccia e l'altra.
Test di microfoni con amplificatore H&K
Con la batteria ci si può sbizzarrire alla grande, dalla classica ripresa jazzy con cassa e due panoramici, alla ripresa pop con microfoni a profusione, quali hi-hat, "rullante sotto", microfono sopra la testa del batterista, panoramico (o overhead) centrale (nel caso di una batteria ampia), doppio panoramico per maggiore ambienza, etc... Dopo anni di ricerca, partendo dal classico dinamico cui ho aggiunto un boundary nella cassa, il microfono che mi soddisfa di più è il doppio elemento, quali Audio Technica, Lewitt, etc... perché allo "spunto" tipico del dinamico aggiunge la definizione, in particolare del "click" in alto, del condensatore e senza avere alcun problema di fase o risposte strane dei doppi microfoni. Per i panoramici consiglio sempre di fare un buon investimento, innanzitutto perché potremo usarli come singoli o come coppia su molti altri strumenti ma anche perché un microfono ben conservato e con una buona manutenzione dura decenni!
AT2500AE per la cassa
Earthworks SR40 sotto il rullante

sE Electronics T2, capsula grande e risposta rapidissima!Infine il basso: se elettrico generalmente si usa con la DI del suo ampli, magari rafforzata da un microfono generoso sulle basse collocato davanti uno dei coni dell'ampli, prendendo così il suo carattere sonoro. Il contrabbasso ed il basso acustico vanno trattati a parte sia per la loro scarsa emissione sonora che per la loro discesa intorno ai 41Hz (riguardate la tabella del primo articolo) che non viene certo ripresa da microfoni molto diffusi.Ricordate sempre "un brano, un microfono"! Affidatevi alle caratteristiche tecniche, ai consigli, ai "sacri testi" ed alla vostra esperienza sonica ma sperimentate e cambiate spesso microfono , non esiste quello universale!