Jazz On! - Gli intervalli #2

Jazz On! - Gli intervalli #2
Bentrovati a tutti i musicofili, eccoci qui al secondo capitolo del nostro studio sugli intervalli, nel precendente articolo abbiamo rivisto brevemente tutti gli intervalli melodici all’interno dell’ottava e vi ho suggerito di ricercare le possibili diteggiature sulla tastiera e di muovervi poi lungo di essa usando un intervallo alla volta suddividendo l’ottava (o più ottave) in parti uguali.Di certo questo lavoro vi avrà mostrato che esistono diverse vie percorribili, sia in senso ascendente che discendente, per eseguire una seguenza omogenea di intervalli. Prendiamo una linea composta solo da seconde maggiori.o così:o così:Comprendere a fondo la tastiera della chitarra significa secondo me saper rappresentare e riprodurre in modo fluido qualsiasi combinazione di intervalli. Il lavoro suggerito è di certo un buon inizio per giungere a questo risultato.
Provate a cantare quello che suonate. Potete farlo sia all’unisono con lo strumento che anticipando con la voce l’intervallo che suonerete poi alla chitarra. Il primo modo è più semplice e immediato mentre il secondo diventa anche un ottimo esercizio di ear training. Ambedue in misura diversa contribuiscono a gettare le fondamenta di ciò che stiamo pazientemente costruendo.Nella lezione di oggi vorrei introdurre questa idea: prendere una coppia di intervalli cromatici e muoverli su e giù. Facciamo qualche esempio!Seconde minori e Terze maggioriTerze maggiori e Quinte giusteCliccando qui sotto potete scaricare un PDF che contiene tutte le possibili combinazioni di coppie di intervalli cromatici.Successivamente si può fare questo lavoro con gruppi da 3, 4 o più intervalli ma suggerisco momentaneamente di limitarsi solamente alle coppie, in quanto già questo è un lavoro molto intenso se fatto con cura e disciplina. Provate a suonare tutte queste cose in posizione oppure su set limitati di corde come suggerito nell’articolo precedente. Suonare su set limitati di corde presuppone ovviamente la necessita di muoversi maggiormente lungo il manico.L’utilità a lungo termine sta nel grosso incremento aurale e tecnico sulla tastiera; inoltre dopo un pò di tempo vi accorgerete che cambierà il vostro modo di pensare e sentire le linee. All’inizio questo tipo di studio può sembrare un pò cervellotico per cui consiglio di non accanirsi solo su questo e di continuare a lavorare anche su altro materiale come frasi, voicings, temi, etc...Nel prossimo appuntamento vedremo come applicare questo approccio alle linee diatoniche, ovvero in un contesto tonale o comunque scalare. Vi saluto e vi auguro buono studio e buon divertimento!Gianni Salinetti

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