Il Manico: Prima Parte

Il Manico: Prima Parte
A mio avviso, nella costruzione di ogni chitarra è bene partire dal manico, che è sicuramente la parte più "rognosa" da finire; una volta completato questo potremo infatti dedicarci alla relativa fresatura nel corpo, eseguendola con la maggiore precisione possibile.Premetto, per chi non lo sapesse, che esistono diversi metodi per fissare il manico al corpo: il più classico è sicuramente l'incollaggio (es.: Gibson), il più semplice tramite piastra (o boccole) e viti (Fender) e infine esiste un metodo molto sofisticato che è quello di realizzare manico e parte centrale del corpo in un unico pezzo di legno (Jackson Soloist).
Per il momento terremo in considerazione solo il secondo metodo, sia per semplicità che per praticità, dato che negli altri due casi la costruzione richiede un'abilità manuale e una precisione esemplari e senza la minima possibilità di errore; inoltre, nell'eventualità di un qualsiasi successivo incidente al manico, è facile immaginare i grattacapi che potrebbe dare il lavoro di riparazione!
Passiamo ora al legno da usare, i più usati sono l'acero e il mogano, talvolta con inserti di altre varietà quali palissandro, ebano, o particolari legni esotici che vanno diffondendosi sempre più in liuteria.
A volte, anche usando una sola varietà, è utile tagliare il blocco da cui ricavare il manico in tre pezzi, voltare "controvena" quello centrale e re-incollarlo agli altri due.
Tutte queste "finezze" costruttive servono principalmente a rendere il futuro manico più resistente alla torsione e alle sollecitazioni dovute a sbalzi termici, ecc., ecc.
In ogni caso, cominceremo con la classica costruzione acero + palissandro che garantisce una buona rigidità, un tono più equilibrato rispetto all'accoppiata acero + acero e una maggiore facilità di rifinitura.
Il palissandro infatti, oltre ad essere più duro, non necessita di essere verniciato perché è più resistente al sudore delle dita.
La prima cosa di cui dovrete preoccuparvi (a mio avviso) è che il blocco di legno sia con i lati perfettamente in squadra fra loro e che, possibilmente, abbia anche le venature perpendicolari alla superficie di incollaggio della tastiera, questo tipo di taglio dell'acero, leggermente più costoso di quello con venature parallele, ha il pregio di garantire una maggiore resistenza anche senza utilizzare altre tecniche di costruzione più difficili (vedi sopra).
Ora, dovete riportare sui lati le diverse proiezioni del manico con le relative misure e dettagli: quindi l'inclinazione della paletta (ammesso che ce l'abbia), lo spessore a scalare del manico, il suo attacco alla cassa e l'alloggiamento del truss-rod.
Nel frattempo, dovrete necessariamente stabilire il diapason della vostra futura chitarra, per cui quando disegnate il vostro manico tenete ben presente questa misura perché sarà importantissima, oltre che per calcolare la lunghezza della tastiera, anche per stabilire sulla cassa la posizione del ponte e dei magneti.
Una volta sicuri che tutto sia a posto, io vi consiglio di cominciare proprio dalla fresatura del tirante del manico, in tal modo potrete sfruttare la squadratura della tavola come guida per la fresa, visto che solitamente a corredo di questo attrezzo è presente una guida laterale regolabile.
Naturalmente esistono vari tipi di truss-rod ma io vi consiglio quello con la barra "inscatolata" in un involucro di alluminio che, oltre ad essere attualmente molto usato, è anche il più semplice da trovare in negozio e da montare. Questo modello, infatti, necessita solamente di una semplice fresatura e di un buon incollaggio, normalmente le misure sono circa 12mm di larghezza per 10 di profondità. Bisogna avere l'accortezza però di scalare leggermente la profondità del taglio (un paio di mm in più nella zona centrale dovrebbero bastare), per il resto, ci penserà l'involucro stesso, incollato al resto del manico, a fare da contrasto al tirante vero e proprio.
Qualunque tipo di truss-rod abbiate scelto, penso comunque che sia bene, almeno la prima volta, posizionarlo in modo tale che il dado di regolazione si trovi al tacco del manico piuttosto che alla paletta; questo tipo di montaggio renderà il manico meno fragile in un punto così delicato e vi semplificherà la costruzione anche se dovrete perdere un po' più di tempo al momento della regolazione.
In questo caso, dovrete misurare la lunghezza del solo involucro ed effettuare il taglio corrispondente in modo tale che la distanza fra la fine della fresatura e il bordo inferiore del tacco del manico sia uguale o di 1 mm superiore alla lunghezza del dado di regolazione della barra. Quando avrete finito di sgrossare il manico potrete così forare questa porzione di tacco e far entrare anche l'ultima porzione di truss-rod.
In ogni caso, compiuta la fresatura principale, aspettate a montare la barra e piuttosto cominciate a tagliare la tavola per ricavare il primo abbozzo del vostro manico.
Ricordatevi di rimanere all'ESTERNO delle linee da voi precedentemente tracciate, in modo da evitare che, fra il materiale perso nel taglio, le successive rifiniture ed eventuali errori, il pezzo risulti alla fine più piccolo del dovuto.
Mi sembra importante ricordare che ogni volta che dovrete usare la sega a nastro dovrete porre la massima attenzione alle vostre mani, il legno per sua stessa natura non è mai perfettamente omogeneo come densità, se la lama dovesse incontrare delle difficoltà nel taglio (a causa di un nodo o una venatura particolarmente infida), c'è la possibilità che la tavola vi possa scappare improvvisamente di mano.
Per questo motivo, lavorate sempre con calma e tenendo le mani a distanza di sicurezza; al limite usate delle stecche, o qualcosa di simile, per spingere il pezzo da lavorare. Vi consiglio comunque di usare anche qui del legno perché una barra di metallo, nell'eventualità di un contatto con la lama, potrebbe essere molto pericolosa sia per la macchina che per voi.
Se avrete deciso di ricavare una paletta piatta, in stile Fender, potrete usare la fresatrice con una punta piuttosto larga (es.: 20mm) per rimuovere il legno in eccesso dalla parte e superiore e creare il caratteristico "gradino" che si viene a formare con il resto del manico.
Per essere sicuri di avere sempre un'uguale base di appoggio, vi consiglio di far scorrere la macchina non sul blocco di acero, ma su due tavolette di legno di uguale spessore fissate lateralmente, il più possibile vicino alla parte da lavorare.
La parte che si congiunge al corpo del manico potrà essere poi rifinita con una fresa a sezione sferica, una lima e della carta vetrata.
Ricordatevi però che, qui più che in ogni altra parte, sarà necessaria molta attenzione e delle frese assolutamente perfette, perché una lama ormai consumata potrebbe scheggiare il legno o più semplicemente lasciare degli sgradevoli segni di bruciature, difficili da eliminare.