Granturismo - Caulonia Limbo Ya Ya

Granturismo - Caulonia Limbo Ya Ya
Parte forte e in maniera incisiva "Caulonia Limbo Ya Ya", nuovo disco in studio realizzato dai Granturismo e pubblicato per Brutture Moderne, con distribuzione Audioglobe, il 15 marzo scorso. Parte con una buona dose di elettricità verrebbe da dire, quella che caratterizza nettamente non solo l’opening track intitolata "Me Ne Vado Al Mare", ma anche le successive cinque canzoni del cd.

Del resto, almeno fino al giro di boa, Caulonia Limbo Ya Ya denota una certa dinamicità e ruvidità, con brani ricolmi di distorsioni e di incalzanti riff di chitarra dal piglio quasi garage, lo-fi: succede con la già citata Me Ne Vado Al Mare, ma anche e soprattutto con Vieni A Dormire Con Me, Domenica e Canzone Di Parole. In questi episodi si scorge immediatamente una poetica molto interessante, con dei testi davvero validi, in bilico tra amaro sarcasmo, visioni grottesche e sprazzi di non indifferente lirismo. Una scrittura intrigante insomma, così come intriganti sono le musiche e le singole strutture, senza dimenticare l’efficacia e l’orecchiabilità degli incisi e il bel cantato di Claudio Cavallaro (che per certi versi ricorda un po’ il timbro di Enrico “Drigo” Salvi dei Negrita).

Ed è anche il sound a convincere assolutamente, grazie alla sapiente distribuzione degli strumenti. Attenzione però: una volta superata la sesta traccia in scaletta, ovvero Inno Della Repubblica Di Caulonia (Mosso), qualcosa cambia. Succede infatti che il taglio del disco dia quasi l’impressione di farsi gradualmente meno graffiante, aprendosi ad elementi più tropicali, esotici. Già in Può Darsi Sia L’Autunno si avverte di fatto un uso più nutrito di percussioni. E poi, nella successiva ed ammaliante Distanze, di colpo non si riscontra più la presenza delle chitarre elettriche, fino a quel punto indispensabili e autentiche protagoniste nell’economia generale dei brani. A salire in cattedra sono morbidi arpeggi acustici e melodie assai delicate. Insomma: si ha come la sensazione che il disco assuma di punto in bianco una piega maggiormente intimista e autoriale. Anche le liriche si fanno profonde ed ispirate, e ciò non accade solo per Distanze.
 


Dubbi Dubbi
, nono pezzo in scaletta, è un altro ottimo esempio di ballad raccolta e romantica, favolosa in quanto ad atmosfere e sonorità, specialmente per via del suo mood abbastanza sudamericano, rarefatto, “insulare”. Davvero un gioiellino, non c’è che dire. E non da meno è la canzone successiva, la penultima della raccolta. Si tratta di Non Essere Visti. Qui si ritrovano le chitarre elettriche, anche se in ogni caso il loro suono è meno “roboante” rispetto ai pezzi iniziali. Si nota un lavoro di fino, anche perché tale canzone palesa un atteggiamento dolce e posato, a tratti cullante. A chiudere il cd c’è invece un pregevole componimento strumentale, molto godibile e ben architettato: Inno Alla Repubblica Di Caulonia (Adagio). Qui le sfumature tornano a suggerire località centroamericane e squarci paradisiaci, rievocando inevitabilmente anche i motivi che contraddistinguono la copertina e, più in generale, tutto l’artwork del disco. In conclusione e a freddo, si può dire che questo nuovo lavoro dei Granturismo, registrato in soli tre giorni da Francesco Giampaoli al Brutture Moderne Studio, abbia tanti deliziosi aspetti degni di nota e che abbia inoltre nel suo eclettismo e nella sua imprevedibilità i veri punti di forza. Ogni connotato dell’album è del resto curioso e valido: i suoni, le musiche, i testi, l’interpretazione, l’esecuzione dei brani e gli arrangiamenti.Caulonia Limbo Ya Ya è un Lp solare, estivo, dal sapore più che gradevole e soprattutto ricco di colori accesi, e per questo in grado di trasmettere tanta positività grazie ad un’impronta fresca e leggera. Un piacere è ascoltarlo in auto, specialmente se si è diretti al mare o comunque in partenza per una lunga vacanza. Ci si sente davvero di consigliarlo. Attivi dal 2007, i Granturismo hanno già all’attivo due Ep, un precedente disco d’inediti (Il Tempo Di Una Danza, risalente a quattro anni fa) e tantissimi concerti tenuti in varie parti d’Italia. Sarà forse il caso di approfondire, che dite?

Alessandro Basile
Genere: Indie, Pop Rock, Folk

Line-up:
Claudio Cavallaro – voce, chitarre, vibrafono, organo Elka, Fender VI, percussioni
Alfredo Nuti Dal Portone – chitarre, vibrafono, sassofono contralto, Fender VI, cori
Enrico Mao Bocchini – batteria, percussioni, cori

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Tracklist:
1. Me Ne Vado Al Mare
2. Vieni A Dormire Con Me
3. Meraviglioso Errore
4. Domenica
5. Canzone Di Parole
6. Inno Della Repubblica Di Caulonia (Mosso)
7. Può Darsi Sia L’Autunno
8. Distanze
9. Dubbi Dubbi
10. Non Essere Visti
11. Inno Della Repubblica Di Caulonia (Adagio)