Gary Burton Quintet

Gary Burton Quintet
Il codice a barre è una grande invenzione. Ma, guardate come si presenta troppo spesso il retro di un CD confezionato: quante preziose informazioni sono colpevolmente coperte al musicofilo da bollini vari e dalle ineffabili striscioline nere!
Un minimo d’attenzione da parte degli addetti all’etichettatura permetterebbe di leggere chi era presente su questa incisione del 1976 per la formidabile etichetta tedesca ECM, fondata dal produttore Manfred Eicher e sinonimo in quegli anni di innovazione, improvvisazione e produzioni eleganti quanto la sobria grafica delle copertine.Scrivere di questo vecchio disco (era un LP, quindi dura solo 38’37”), colto nuovo in offerta a pochi euro in una discoteca della capitale, è l’occasione per segnalare, nella serie Touchstones, la riedizione dei primi titoli della ECM (info su www.ecmrecords. com), momenti storici o almeno importanti a nome di grandi jazzisti come Keith Jarrett, Paul Motian, Jan Garbarek, Chick Corea e, per i chitarristi, Pat Metheny, Bill Frisell, Ralph Towner e John Abercrombie (insieme in Sargasso Sea, 1976). Uno per tutti, segnaliamo Bass Desires di Marc Johnson, Bill Frisell, John Scofield e Peter Erskine (1985). Quanto a Dreams So Real in sé, propone brani della compositrice e direttrice d’orchestra (forse l’ultima grande ancora vivente) Carla Bley, eseguiti dal quintetto stellare del vibrafonista, con Steve Swallow al basso e Bob Moses alla batteria.
Alle chitarre figurano il veterano Mick Goodrick e un ventiduenne Pat Metheny (già presente nel precedente Ring), di cui usciva nello stesso anno, sempre per la ECM, l’esordio in trio Bright Size Life, con Jaco Pastorius al basso e lo stesso Moses alla batteria.
Il chitarrista del Missouri è accreditato all’elettrica e alla 12 corde, strumento con cui era entrato, adolescente, alla corte di Burton. I suoi assolo sono qui un poco acerbi, ma, lirici e complessi, prefigurano appieno lo stile unico a venire.
Ed è tutto il quintetto a spiccare come insieme nell’intepretazione della musica di una grande autrice, all’epoca ancora poco apprezzata. Grande musica, grandi musicisti, grande produzione, un classico.Fabrizio Dadò da Axe n.140© Edizioni Palomino

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