G&L Legacy Fullerton Red

G&L Legacy Fullerton Red
Premetto subito che volutamente non proferirò parola su un ipotetico confronto con una chitarra di produzione Fender per almeno tre ragioni: questo è uno strumento born in Fender là dove non si intende un marchio aziendale ma l'entourage creato dalla persona che ha dato storicamente vita e nome a queste chitarre; poi, sinceramente, è bene che ognuno faccia le sue prove in maniera diretta con le proprie orecchie; infine, non ho attualmente per le mani un costoso esemplare del Fender custom shop...
Prima di parlare dello strumento, apro una piccola parentesi storica che mi sembra doverosa.La G&L, acronimo che sta per "George & Leo", è stata fondata da Leo Fender, George Fullerton e Dale Hyatt alla fine degli anni '70. Fino ad allora Leo Fender aveva progettato e realizzato strumenti per la Music Man, tant'è vero che gli strumenti G&L vengono costruiti nello stesso stabilimento di Fullerton, California, che ha prodotto i primi Music Man. Mentre sono sicuro che ognuno di voi conoscerà la storia del buon Leo, forse pochi ricordano il background degli altri due soci fondatori. Si può dire che siano a tutti gli effetti "l'altra metà del cielo" per quanto riguarda la storia delle chitarre Fender, insieme a Leo hanno progettato sin dall'inizio tutto ciò che è uscito nella cosiddetta epoca "pre-cbs". 
Tramite G&L questi tre signori hanno portato a compimento tutte quelle innovazioni che non erano riusciti a realizzare nè in epoca pre-'65 nè in MusicMan, tanto che Leo stesso ha dichiarato che "the G&L line of instruments were the best instruments I have ever made". Ovviamente tale affermazione non dovrebbe esser presa come un confronto/gara con le vecchie produzioni oggi tanto amate da chitarristi e collezionisti, ma come la soddisfazione personale del loro creatore nell'essere arrivato a mettere finalmente in pratica tutto ciò che era maturato nella sua mente col passare degli anni.
Dopo la morte di Leo Fender nel 1991, la moglie, Phyllis, passò la gestione della G&L a John C. McLaren della BBE Sound, con cui lo stesso Leo aveva già preso accordi verbali in proposito, fidandosi delle sue capacità. Mentre Hyatt si ritirò qualche mese dopo, George Fullerton è rimasto in qualità di consulente permanente fino alla sua morte il 4 luglio 2009. Phyllis Fender è stata invece nominata presidente "onorario" dell'azienda.

Chiusa questa parentesi, veniamo finalmente allo strumento oggetto di questa recensione. Siamo davanti ad un modello Legacy, versione custom ordering per alcune caratteristiche estetiche (l'equivalente dei tanti custom shop, solo che con quello G&L si può realmente richiedere le caratteristiche una per una dialogando con loro, VEDI QUI), che tra i tanti tipi stratoidi della casa costruttrice (Comanche, S-500, etc...) è sicuramente la chitarra che ricalca più da vicino il modello stratocaster storico, in particolare nei pickups che non sono i noti Magnetic Field Design, ma un set appositamente studiato in AlNiCo V.
La produzione è ovviamente made in USA, seriale CLF30969 (piccola curiosità, CLF sta proprio per "Clarence Leo Fender").
L'esemplare in mio possesso è stato acquistato nel 2005 ma ha suonato pochissimo, difatti è praticamente nuova (su alcune parti c'era ancora la pellicola protettiva!). Come produzione non sono riuscito a risalire all'anno dal seriale, secondo l'ex proprietario si tratta di una 2003.
Le caratteristiche tecniche sono le seguenti:
  • Solid alder body w/ fullerton red finish (nitrocellulose lacquer)
  • Hard rock birdseye maple neck&fingerboard w/ hand rubbed gun oil tint, polished gloss finish (radius 12")
  • 3-ply vintage cream pickguard
  • 3 G&L Vintage Style Alnico 5 Single Coil pickups
  • Dual Fulcrum Vibrato bridge w/ chrome-plated brass saddles
  • Vintage cream pickup covers and knobs
  • Five-position pickup selector
  • PTB Circuitry 
  • G&L Tuners
  • Deluxe G&L Molded Hardshell Case with Black Interior
La prima impressione una volta aperto il case è estremamente positiva, a chiunque abbia accumulato già un po' di esperienza in fatto di stratocaster salta subito all'occhio che ci si trova davanti a una chitarra di alto livello costruttivo. La tinta calda e "mielosa" del manico e il suo stupendo e abbondante birdseye fanno da perfetto contrasto al fullerton red del corpo, colore che a mio modo di vedere rietra tra i pochissimi esempi di tonalità di rosso ottenute splendidamente; le plastiche vintage cream sono letteralmente la ciliegina sulla torta per quanto riguarda l'estetica di questo strumento.Una cosa la devo chiarire subito, i dubbi estetici che girano sulle strato G&L si concentrano su due elementi, la paletta ed il ponte. Bene, posso confermarvi che dal vivo è tutta un'altra cosa che in foto, non solo non stonano col design generale, ma sono proprio belli ed eleganti!
Legacy HeadstockSulla paletta troviamo due scritte, la prima è il marchio G&L sottolineato da "guitars by Leo", la seconda è Legacy U.S.A.
Il bloccacorde è nero in grafite, solido e di dimensioni generose; l'accesso al truss-rod è come nella normalità in cima al manico.
Sul retro della paletta troviamo il seriale e le meccaniche, ognuna marchiata G&L, così come lo è la piastra del manico (4 viti). Il copri-vano molle è nero e dello stesso colore è dipinta la parte finale del blocco ponte a vista tramite la classica fessura per il cambio corde.
Cosa a cui non tutti i produttori pensano, gli attacchi per la cinghia non poggiano direttamente sul legno del body ma un po' di stoffa nera è inserita tra i due elementi. Saranno piccoli particolari, ma a volte (imho sempre) dalle piccolezze ci si rende conto della reale cura costruttiva.
I tasti sono 22, non presentano alcun problema anche a una verifica sonora, a occhio mi sembrano dei medium jumbo.
L'attacco manico-corpo è ovviamente perfetto. Il body, oltre al bel colore suddetto, presenta una sagomatura ottima (non saprei dire se ci sono misure diverse dal normale, in ogni caso è il classico body stratoide). 
In definitiva non ho riscontrato alcuna sbavatura nè di taglio nè di assemblaggio sullo strumento, stesso discorso per l'hardware (cromato) e per le plastiche.
Insieme ad esso troviamo tutta la documentazione relativa, un certificato di autenticità con la firma di Phyllis Fender, la garanzia di ben 10 anni dalla data di acquisto, la chiave del case e le istruzioni per un corretto setup del ponte, che è un brevetto G&L.Una volta presa in mano la chitarra, dopo aver accordato e controllato la perfetta intonazione dello strumento (se lo sia di fabbrica però non ve lo posso confermare perchè io l'ho acquistata per l'appunto da un liutaio, che sicuramente le aveva fatto un setup ottimo, ma credo che anche acquistata in negozio una G&L non dia problemi di sorta), posso dirvi che la sensazione al tatto è molto piacevole. Il peso generale è ottimo, non affatica le spalle e l'equilibrio è perfetto, la chitarra non pende da nessuna parte. La tastiera è larga e scorre bene, grazie anche al radius di 12" che la rende piuttosto piatta e "veloce", le corde (010-046) vibrano sotto le dita senza strani buzz, si nota da subito un attacco del tipo che io personalmente definisco "scoppiettante" (poi ognuno ha la sua definizione di sicuro) e un sustain naturale ottimo. Preciso che il ponte non è appoggiato al corpo ma leggermente sospeso.
Sulla scorrevolezza della parte posteriore del manico qui si entra in un campo dalle opinioni out-out: io che ho sempre avuto stratocaster con tinte "gloss" mi ci trovo ovviamente bene, chi invece è più abituato alle finiture satin chiaramente potrebbe trovare qualche difficoltà, ma il problema si risolve presto perchè se non erro la legacy è disponibile in entrambe le maniere. Certo, l'effetto visivo imho è ben diverso, anche perchè qui si tratta di un magnifico "gun-oil" posato a mano.
L'impressione generale che si ha quindi, senza entrare nelle solite discussioni del "suono da spenta" su cui ognuno ha le proprie idee e tali rimangono, è quella di uno suono molto "arioso" e decisamente accomodante al tatto come risposta, le note legano facilmente e non si ha quel senso di "durezza" che può capitare a volte su taluni esemplari.
Devo dire che l'altra mia strato, accuratamente assemblata e dal suono che non mi ha mai deluso (chiedere a ThomasDoc che l'ha provata più volte), dà sensazioni decisamente differenti, pur attestandosi su ottimi livelli, non so da cosa dipenda ma il fatto di non aver acquistato un esatto "clone" di ciò che già avevo non può che rendermi felice. 

Il ponte si muove benissimo e molto gradualmente e la chitarra resta perfettamente in tune. Si tratta del suddetto Dual Fulcrum Vibrato, disegnato appositamente per trarre ogni possibile vantaggio in fatto di stabilità dell'accordatura e sustain generale. La piastra è in acciaio temperato e si ancora al body tramite due grossi pivot in ottone, il cui materiale viene trattato in modo particolare per aumentarne la durezza. Le sellette sono state appositamente progettate per evitare rotture e favorire l'intonazione. Una parentesi va aperta sulla leva. Robusta, lunga, realizzata in alluminio e inseribile senza doverla avvitare, cosa gradita visto che la filettatura dei ponti tradizionali è spesso soggetta a piccole ma fastidiose e irrimediabili spanature. Chi è abituato alle più esili leve fender dovrà abituarsi, ma è solo questione di suonarci un po'.

Colleghiamo la chitarra all'amplificatore e sentiamo cosa ne esce fuori. Seleziono il pickup al ponte, alzo il volume ed all'orecchio arriva subito quel tipo di sound che Leo aveva probabilmente in testa quando progettava strumenti destinati a musicisti per lo più country-western, un suono chiaro, presente, definito, cristallino. Non acido, ma sicuramente non un suono che si può definire "corposo" (vedi al contrario i pickup g&l magnetic field, ceramici e di maggiore potenza), ma attenzione a non sbagliarsi e definirlo "spompato" perchè le basi per farlo indiavolare ci sono tutte e sono sicuro che unito a un bel fuzzone come negli anni d'oro può mordere i coni dell'amplificatore come si deve, senza però sacrificare le sue caratteristiche di estrema brillantezza. Le posizioni 2 e 4 hanno esattamente quello che si chiede ad una strato, con quei "campanellini" su tutte le note che sui puliti fanno decisamente il loro gioco (fidatevi, non vi servirà alcun chorus per gli arpeggi...). La posizione centrale rimane come sempre buona per ritmiche e assoli un po' più corposi (e io non capirò mai perchè tanti quasi la ignorano, per me è il perfetto equilibrio per gestire moltissime situazioni). 
G&L LegacyLa posizione al manico infine è quella da leggero crunch e giù di plettrate pesanti, ognuna un colpo allo stomaco; ma è anche la posizione dal sound alla Shine on you crazy diamond (mi riferisco all'assolo intorno ai 5.00min), con quelle note tonde ma allo stesso tempo brillanti e piene di "vita". 
Le caratteristiche distintive del sound di questa chitarra sono l'ottimo sustain (fino all'ultimo tasto del mi cantino la chitarra non presenta cosiddetti "punti morti") e soprattutto la suonabilità che facilita il legame tra le note, lasciando libere, anzi esaltando, tutte quelle piccole sfumature del tocco che danno fluidità. Non è richiesta alcuna fatica particolare alla mano sinistra, che si può muovere con agilità e leggerezza lungo la tastiera anche sfiorando appena il legno. La perfetta regolazione dell'action aiuta ovviamente tutto quanto detto finora, qui il setup non ha alcun tipo di ostacolo, si può alzare o abbassare quanto si vuole. Altro punto forte è di sicuro questa estrema cristallinità di cui abbiamo parlato finora, che fa delle posizioni 4 e 5 del selettore due candidate a quei suoni solistici flautati "da stratocaster", cioè con le armoniche tipiche dei single coil sempre in buona evidenza, quelli, per intenderci, a cui alcuni "Eric" della storia della chitarra (Clapton, Johnson) ci hanno abituato. Chiaro, questo carattere non a tutti più piacere, soprattutto a chi cerca sound più moderni da "superstrat" e ammetto che io lo apprezzo di più possedendo già una controparte (l'altra strato palissandro/voodoo, che tolta l'apparenza è nelle specifiche uno strumento profondamente diverso) dai suoni single coil sempre vecchia maniera ma in versione "hot", con risultati sicuramente più rotondi. Diciamo che per chi ne sentisse la necessità, la sostituzione del pu al ponte con un humbucker o un altro singola bobina "dopato" potrebbe essere come al solito un ottimo upgrade per andare in direzione di suoni più moderni, continuando a sfruttare le grandi potenzialità dello strumento. 

Due cose sono infine da sottolineare, la prima è che chiudendo il volume su ogni posizione non si perdono né alti nè corpo ma si raggiungono suoni che definirei quasi "acustici", ottimi per gli accompagnamenti anche a plettrata piena. La seconda riguarda il particolare circuito dei toni, che proprio "toni" nel senso usuale del termine non sono, bensì dei filtri che tagliano rispettivamente bassi o alti su ogni tipo di posizione. L'utilità e l'estrema versatilità credo la possiate intuire da soli.

Non mi sembrava giusto lasciarvi senza neanche un sample, ci ho pensato molto se farne tanti, divisi per posizione, con suoni nitidi e semplici...ma alla fine risentendoli...mi annoiavano un bel po' e poi si sentiva uno bel suono strato che però così da solo non è che desse tante informazioni sul feeling che invece la chitarra restituisce di persona.
Così ne ho fatto uno soltanto, breve, ma che mi è piaciuto molto, che suona "come piace a me" diciamo.

SAMPLE
sm57 su cono v30

In conclusione che dire, le questioni di prezzo, scelta, confronti, quale sia la strato "più fender", etc... li lascio agli altri, quello che io posso dirvi è che se volete una stratocaster ben costruita, bella esteticamente, che non si svaluti nel tempo, che tenga l'accordatura e abbia una base sonora solida, non potete pensare di scartare G&L dal vostro carnet di prove, perchè perdereste l'occasione di avere tra le mani uno strumento di ottimo livello.

Salvatore "badmirror" Pagano

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Salvatore Pagano

Socio di MusicOff Plus S.r.l., Coordinatore della Redazione di MusicOff.com Vivere, ascoltare dischi, suonare e farlo sempre intensamente. "The most beautiful thing we can experience is the mysterious. It is the source of all true art and all science." (cit. Albert Einstein)