Ernie Ball/Music Man "John Petrucci"

Ernie Ball/Music Man "John Petrucci"
Al primo impatto risulta particolarmente adatta a sonorità heavy, non a caso è la signature model di John Petrucci, chitarrista dei Dream Theater. Viziati già dai precedenti modelli di questa rinomata azienda, del più storico ed amato Leo Fender, (Van Halen, Steve Morse, Steve Lukather e Albert Lee), non potevamo che rimanere ammaliati anche da questo nuovo "giocattolo", dedicato a questo apprezzatissimo chitarrista.

Esteticamente la chitarra si presenta con un corpo agile e piacevole, tipico delle Music Man, ed inoltre salta subito all'occhio la forma ergonomica.
Il corpo è in tiglio e l'ergonomia di cui parlavamo prima si denota dalle smussature che ne facilitano l'utilizzo; ad esempio quella sopra al ponte che favorisce l'appoggio dell'avambraccio destro (molto importante per l'approccio e l'impostazione di Petrucci).



Il manico è in acero, avvitato al corpo con cinque viti, mentre la tastiera è in palissandro e perfettamente piatta, per venire incontro a chi richiede un'action molto bassa; ha 24 tasti jumbo di media altezza e spessore perfettamente rifiniti e lucidati, ha un diapason da 25" e 1/2, ed ha un capotasto in graffite di 42mm di larghezza.
Sembrerebbe a tutti gli effetti una chitarra da Formula 1 se non fosse per lo spessore del manico, che contro le tendenze, non è poi così sottile, soprattutto rispetto alla vecchia Ibanez JP.
La paletta è "matching", ossia è dello stesso colore del corpo; le meccaniche (Schaller M6-IND), autobloccanti e madreperlate, sono nella tipica configurazione Music Man 4+2. Anche il truss-road è tipicamente "ErnieBalliana" con la regolazione alla fine del manico, sulla cassa, e grazie all'alloggiamento per la chiave a brugola, possiamo intervenire senza rimuovere né allentare le corde.
Questo ponte vibrato, un interessante incrocio tra tecnologia e vintage, marchiato Music Man e customizzato da John (con piezo opzionale), offre un'ottima alternativa al vecchio Floyd Rose, permettendoci un'escursione di circa due toni da una parte ed un ottimo dive bomb dall'altra rimanendo perfettamente intonato; inoltre è dotato di un coprisellette per appoggiare la mano, cosa molto vantaggiosa per i "plettraroli".



Nella versione di base che ci hanno fornito, abbiamo due potenziometri da 500k ed uno switch stoggle tipo Les Paul a tre posizioni, che gestisce le combinazioni dei pickup, posizionato in modo da venire incontro all'esigenza stilistica di Petrucci di cambiare spesso pick-up, ma allo stesso tempo scomodo per altre cose, ad esempio una ritmica funky.
Non c'è battipenna ed i due pickup alloggiano direttamente nel legno del corpo: sono due humbucker DiMarzio modificati su specifiche di Petrucci, simili a quelli montati sulla vecchia Ibanez; in posizione 1 e 3 funzionano i rispettivi humbucker, mentre nella 2 abbiamo la combinazione degli stessi splittati che ricorda la posizione centrale di un Telecaster.
Il suono che ne esce rispecchia appieno le necessità del suo endorser ed anche il timbro è tipico del genere musicale che suona: molto grosso sulle medio-basse e un po' slavato sulle medio-alte.
Il tutto risulta più enfatizzato se lo abbiniamo ad un Mesa Boogie.

In conclusione ci è sembrato uno strumento ben costruito, perfetto per chi cerca una timbrica alla Dream Theater, ma che si rivela piuttosto versatile grazie ad un'ottima suonabilità e da un ricco spettro sonoro.

Ascoltiamo qualche sample

Sample 1
Sample 2
Sample 3
Sample 4
Sample 5
Sample 5
Sample 7