Una lezione di chitarra dall'ultimo album di Joe Satriani

Una lezione di chitarra dall'ultimo album di Joe Satriani

Una volta tanto non andiamo a pescare dal passato, anzi, voglio proprio esagerare: Joe Satriani e un album fresco di stampa, Shapeshifting, di appena un mese fa. 

Shapeshifting ha visto la luce il 10 Aprile 2020, partorito dal genio del nostro vecchio e caro Satch, che fortunatamente continua a soddisfare la necessità che avremo sempre di ascoltare un po' di musica rock strumentale per chitarra.
Infatti Joe non tradisce mai, è sempre così diretto, senza fronzoli, sempre in maggiore, con quel suo suono ruvido e maestoso al tempo stesso. 

Insomma inconfondibile, proprio come il riff di apertura del brano che abbiamo sotto al microscopio: "Ninteen Eighty".
Sicuramente non è un riff da sottovalutare, soprattutto a livello tecnico, ma vi resterà certamente utile come riff di riscaldamento nelle vostre sessioni di studio, anche perché fa il suo dovere a qualsiasi velocità metronomica.
Ma andiamo alla nostra solita analisi.

0.01 Primo incontro col riff di cui sopra, per il quale vi rimando alla descrizione di quanto sia sempre così diretto e maestoso. Finita l'apertura c'è un bellissimo break di basso che introduce un bel riff di chitarra che forse strizza un po' l'occhio a "The Mystical Potato Head Groove Thing".

0.44 Inizia il tema di chitarra: come al solito melodia infallibile.

1.20 Si torna sul riff, questa volta si va però a un bridge, una variazione che riesce a creare con il solo utilizzo di un paio di bending ben assestati.

1.44 Nuovo break con chitarra e batteria.

1.50 Variazione del riff iniziale, sempre con chitarra e batteria… ovviamente lancia un solo.

2.02 Inizia un brevissimo solo impostato su frasi essenzialmente pentatoniche.

2.15 Si torna sulla prima variazione del tema.

2.32 Finale a sorpresa, per un momento sembra una jam a partire dal riff di basso. Il tutto colorato da qualche intervento di chitarra, tra riffing e qualche frase in double-stop.

Bene, in qualche modo siamo abituati ai lavori di Satriani, sappiamo riconoscerli, sappiamo quale sia il suo stile e il suo modo di suonare.
Ma certamente non ci stuferemo mai di ascoltare i suoi lavori, perché riesce sempre a trovare e proporre quell'elemento che ci farà drizzare le orecchie facendoci venire voglia di ascoltare tutto il disco.


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