Dinamica e suono del drumset, parte #2

Ciao a tutti MusicOffili e benvenuti nella quinta parte di questa rubrica dedicata alla Dinamica e al Suono; dopo giorni di "suspance" riprendiamo a parlare da dove avevamo interrotto un argomento molto importante e delicato che ha bisogno di tanto tempo e tanta pazienza.

Come fare ad ottenere un suono equilibrato nel drumset?

Un altro momento della mia esperienza negli States che mi ha portato ad analizzare più approfonditamente la tematica riguardante suono e dinamica fu quando mi trovai in studio registrazione con Maciek Schejbal. In quel periodo frequentavo l'ultimo semestre e studiavo con Kim Plainfield, bene durante una sessione Maciek mi fece notare che in un fill (e non solamente uno) il volume risultava più alto sul tom e più basso sul timpano.
Questa cosa che mi fece riflettere.
Non vi sto dicendo che dovremmo diventare tutti quanti dei robot perfettamente equalizzati, assolutamente no, ma sicuramente non è piacevole quando nel mezzo di un groove facciamo un fill anche molto bello e ci perdiamo il finale, non credete?

Potrei stare qua e darvi pagine e pagine di esercizi, ma non è questo l'approccio che a me piace quando si parla di argomenti di questo tipo. Quando parliamo di questi argomenti parliamo anche di esplorare il nostro drumset, di creare, di immergersi totalmente e tirare fuori tutti i colori, gestirli con parsimonia e creare una vera e propria armonia.

Dunque come procedere? Tirate via tutto quello che avete dal set e lasciate solamente i Toms, vi propongo una classica Time Table (per i più navigati) oppure semplici "rullate" partendo dai quarti poi ottavi, terzine, quartine, sestine etc...
Se poi la time Table trovate non sia comoda o volete semplicemente concentrarvi sul risultato e quindi vi basta per il momento un solo esercizio, beh, siete liberi di scegliere ovviamente senza esagerare.
Inutile fare figure veloci per il momento, prima prendete familiarità.

Detto questo, come comportarsi sui toms? Io vi direi dal più piccolo al più grosso e scuro usate un lieve crescendo, quindi suonerete il timpano da 18" (se ce l'avete) ovviamente più forte rispetto al tom da 18".
Vi chiederete perché il tom da 18" più forte? Semplicemente perché sono le frequenze più alte ad uscire molto di più!

Una volta lavorato per bene sui toms passate a grancassa, rullante e hi-hat. In questo caso è molto più semplice, si tratta semplicemente di tenere un volume bilanciato fra 3 parti e per me l'ordine giusto è cassa potente, rullante leggermente sotto la cassa e hi-hat più basso di cassa e rullo. Solito discorso, l'hi-hat tende ad uscire molto di più rispetto a cassa e rullante.

Per quanto riguarda i piatti, non hanno bisogno di essere picchiati violentemente.
Mi è capitato di vedere Mike Terrana dal vivo, probabilmente a qualcuno di voi non piacerà e a qualcun'altro invece si, ma vi posso dire ha fatto un lavoro perfetto. Non e dico non ha mai menato sui piatti! Mai!
Ha suonato ad un volume disumano i toms, il rullante e la cassa ma quello perché è un batterista con una dinamica molto "importante".

Tutto questo per dirvi occhio alla dinamica sui piatti. È molto importante e delicata, forse più importante dei toms e tutto il resto. Non saprei.
Però vi posso garantire non mi è mai stato chiesto di suonare più piano i toms o la gran cassa, ma sicuramente i piatti si. E mi è successo anche in posti importanti ad esempio all'Alcatraz di Milano, in cui ero in concerto con Fabrizio Moro e il nostro fonico mi ha esplicitamente chiesto di tenere il volume dei piatti più basso. Devo dire che è difficile mantenere la stessa intensità con il piede destro mentre dai le crashate iniziali del concerto con l'adrenalina a mille!

Per alcuni di voi magari dirò delle ovvietà immense, ma per altri magari può essere un buon inizio. Spero un giorno di poter fare un piccolo video dove farvi vedere come ho lavorato su questi dettagli e come ancora sto lavorando perché come vi ho detto è un processo molto lungo e delicato.

Mark Guiliana, un batterista che applica la dinamica allo stato dell'arte

In conclusione, ognuno ha il suo proprio approccio, non c'è una cosa giusta ed una sbagliata, magari c'è chi sta suonando in uno stadio e non ci pensa minimamente, quello che conta è affrontare questo argomento per il puro piacere di farlo e per voi stessi se veramente vi interessa.
C'è poi il fattore gusto e il fattore "pensiero" che giustamente vogliono la loro parte.

Spero di esservi stato d'aiuto per oggi è tutto, a presto MusicOffili!

Alessandro Inolti

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Alessandro Inolti

Diplomato presso il Drummers Collective of New York City e il Saint Louis College of Music di Roma. Attualmente suona con Fabrizio Moro. Ha lavorato come batterista Studio/Tour con Franco Cerri, Fabrizio Moro, Paolo Fattorini, Piotta, Andrea Ra, Kutso, Music To Warm Bodies, Marco Manusso, Violapolvere, Almanoir, Clown, Astrak Week, Mark Ro, Cassandra Da Rosa, Filippo Marcheggiani, fans Of The Future, The Motor Tom, Zephiro, The Symphonic Orchestra e molti altri.