Craxi - Dentro i battimenti delle rondini

Craxi - Dentro i battimenti delle rondini
È semplicemente sensazionale ciò che le menti di Alessandro Fiori, Enrico Gabrielli, Luca Cavina e Andrea Belfi sono riuscite a partorire nel periodo in cui hanno dato vita all'intrigante gruppo musicale conosciuto come Craxi. Sensazionale perché il loro primo – e a quanto pare unico – lavoro in studio, intitolato Dentro I Battimenti Delle Rondini e rilasciato lo scorso 4 dicembre per Santeria e Tannen Records con distribuzione Audioglobe, suona in modo tanto straniante quanto efficace. Si tratta di un disco che, per quanto contraddistinto dalla presenza di undici canzoni inedite, risulta assolutamente fuori dagli schemi.

Perché? Perché qui l'ossatura generale dei pezzi è a dir poco snodata e per nulla ripetitiva; e perché il più delle volte le consuetudini della forma-canzone non vengono neanche lontanamente prese in considerazione: si tende ad andare oltre insomma. E già questo è importantissimo. Un album, il loro, sorprendente dall'inizio alla fine, alquanto dinamico e imprevedibile sia nelle sfumature, sia nei rimandi: quarantuno minuti circa di buone sensazioni. Dentro I Battimenti Delle Rondini mostra poi due di questi quattro validissimi musicisti in vesti, in ruoli, alquanto inusuali. Curioso, infatti, ritrovare Gabrielli – ex Mariposa, ex Afterhours ed oggi punto fermo, assieme a Cavina, dei Calibro 35 – alle chitarre elettriche (lui che di solito, a prescindere dai progetti in cui si cimenta, si dedica principalmente alle tastiere e ai fiati), oppure Fiori (anch'egli ex Mariposa e fondatore, nel 2009, del side project Betti Barsantini assieme all'amico e collega Marco Parente) meno chansonnier e più frontman da rock band.



Era dai tempi degli Amore che non lo si sentiva cantare su basi così accattivanti, ed è un piacere ritrovarlo sugli in scudi in questa ennesima esperienza artistica. Fantastico scorgere poi una scrittura così delirante, ai limiti della sobrietà e in più di un'occasione quasi allucinata, ma in ogni caso puntualmente ammaliante, penetrante. D'altronde, di questa produzione, incisa in presa diretta nel lontano 2010 allo Studio 75 di Milano sotto la supervisione di Tommaso Colliva, non è soltanto la spiazzante eterogeneità musicale e sonora a stupire in continuo, ma anche il tipo di poetica che Fiori e soci hanno deciso di adottare per ogni singolo brano.

Ci sono infatti delle visioni, delle chiavi di lettura geniali, calzanti. Ci sono quindi delle esemplari soluzioni stilistiche che, almeno nel panorama indipendente nostrano, non capitava di individuare da tempo. È di certo un disco alternativo quello dei Craxi. Molto alternativo. Anche abbastanza aspro. E raggiunge picchi di elevata spigolosità che non tutti potrebbero sopportare. Tuttavia, è innegabile che qui il supergruppo italico si sia letteralmente lasciato andare non solo durante la fase compositiva, ma anche nel momento in cui si sono decisi una volta per tutte gli arrangiamenti definitivi. Il bello di Dentro I Battimenti Delle Rondini sta soprattutto nel continuo oscillare tra pezzi dirompenti, di matrice pressoché post-punk ma con evidenti venature di indie rock angloamericano di vecchia data, e componimenti a dir poco dilatati, inquietanti, emblematici.
 


Se in canzoni come Drive In e Santa Brigida sono gli incisivi riff di chitarra e i ritmi accesi a palesarsi e a risultare fin da subito trascinanti, in brani rallentati e lisergici quali, ad esempio, l'opening-track Rosario e la devastante Se Me Lo Chiedi Dolcemente, si fotografano alla perfezione istanti di lampante e grottesco smarrimento che, in fin dei conti, sembra connotare un po' tutte le atmosfere dei pezzi in scaletta. Questo Lp dei Craxi sembra quindi essere fuori dal tempo, ignaro di qualsiasi tendenza odierna anche se il sound globale non è poi del tutto retrò. Si può dire che Dentro I Battimenti Delle Rondini rispecchi in maniera assai netta quelli che sono i gusti e gli universi stilistici e musicali dei componenti, che questo progetto l'avevano fondato con una spontaneità che poi, in effetti, non tardi ad affermarsi, uscendo puntualmente fuori.

A questo punto è chiaro che vada ascoltato almeno una volta, se non altro per rendersi conto di ciò Craxi sono stati in grado di concepire, anche perché descrivere bene le dinamiche dell'album non è semplicissimo. Tanti comunque gli spunti, tanti gli aspetti convincenti. Assenti, o comunque non riscontrati, i difetti. Impossibile muovere particolari critiche. Colpiti fin da subito e perciò ben lieti di segnalare questo disco. Magari non stupirà, ma di certo non lascerà indifferenti.

Alessandro Basile


Genere: Post-Punk, Alternative Rock, Indie

Line-up:
Alessandro Fiori - voce, tastiere
Enrico Gabrielli - chitarre elettriche, sax
Luca Cavina - basso
Andrea Belfi - batteria

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Tracklist:
1. Rosario
2. E Tu Non Ci Sei
3. I Diari Dei Kamikaze
4. Drive In
5. Le Ali Di Alì
6. Si Appressa La Morte, Non Ci È Dato Sapere Cosa C'è Aldiquà
7. Santa Brigida
8. Se Me Lo Chiedi Dolcemente
9. Dentro I Battimenti Delle Rondini
10. Sono Il Mio Passeggero
11. Le Mostre Di Pittura

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