Alla ricerca di una nuova terra con Lee Morgan

Alla ricerca di una nuova terra con Lee Morgan

Nel 1964 il trombettista Lee Morgan pubblica il suo masterpiece, The Sidewinder, ma contemporaneamente registra un disco unico nel suo genere, Search for the New Land.

Il titolo ci dà subito alcune premesse importanti: la ricerca di una nuova terra, di una nuova strada musicale. Il disco ha il suo fulcro nel brano iniziale che porta lo stesso titolo, 15.45 minuti in cui ci si stacca dal classico Hard Bop, del quale Morgan era considerato un maestro, e si cerca di far luce su orizzonti nuovi, lasciandosi cilcicamente trasportare in una sorta di mantra fatto di continue fini e inizi.

Questa composizione, originale di Morgan come tutte le cinque contenute nel disco, rende l'album come il più sperimentale di tutta la carriera dell'artista, nonché un'opera che si può tranquillamente definire unica nel suo genere, almeno per il periodo.
Spirituale, meditativa, qualcosa di simile a quanto stava cercando anche John Coltrane negli stessi anni, li potremmo immaginare come due capitani di vascello che cercano la stessa isola perduta circumnavigando il pianeta con rotte diverse, ma verso lo stesso obiettivo, entrambi senza ricorrere a un più sicuro cabotaggio, entrambi senza la paura di affrontare il mare aperto.

La storia di Lee Morgan è bellissima e straziante allo stesso tempo: magnifica per quanto riguarda la musica e la sua tromba soppraffina, straziante per le tante vicessitudini che ha passato e che culmineranno, purtroppo, nel suo omicidio sul palco dello Slug's Saloon.
Era il 12 febbraio del 1972 e i colpi esplosi dalla pistola in mano alla sua turbolenta moglie Helen Moore non gli lasceranno scampo, soprattutto visto che a questi si aggiungerà il fortissimo ritardo di arrivo dell'ambulanza a causa delle condizioni metereologiche avverse di una New York coperta di neve.

Resta però la sua grande musica, in studio e live (procuratevi Live at the Lighthouse) e se volete saperne di più vi consiglio anche di guarda il docu-film I Called Him Morgan, davvero da non perdere.

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