Vale la pena fare l'insegnante?

Vale la pena fare l'insegnante?
Questo articolo, più che qualcosa di tecnico, è una riflessione che parte dalla mia storia personale, e che potrebbe estendersi a molte altre persone; trovo che la domanda nel titolo abbia senso in generale, e in modo particolare in questo momento storico, un momento in cui in Italia, ma non solo, le professioni classiche o meglio i rapporti di lavoro tradizionali vacillano in modo visibile.Fino a qualche anno fa pensare di abbandonare un lavoro tradizionale, magari con un'assunzione a tempo indeterminato, per dedicarsi anima e corpo ad uno come l'insegnamento musicale poteva apparire folle. Ma oggi tutto sembra essere cambiato e ciò che era certo non sembra più così certo.
Questo genere di situazione, che in linea teorica dovrebbe avere riflessi soltanto negativi, potrebbe invece avere la funzione di stimolare le persone più coraggiose o intraprendenti a lanciarsi in nuovi progetti e percorsi lavorativi.Questo è ciò che è successo a me negli ultimi anni. Personalmente ho svolto l'attività di insegnante, privatamente, per almeno una quindicina di anni. Ho sempre etichettato questa attività come eterno secondo lavoro, pensando che non avesse "il fisico" per poter diventare la mia professione, un lavoro vero, insomma.
E come mi sbagliavo!
Oggi, dopo quasi tre anni passati a lavorare duramente e continuativamente sulla mia attività di insegnante posso dire che tale attività può stare in piedi perfettamente ed essere più stabile e remunerativa di tante altre. Quello che serve è avere un progetto, del tempo da dedicare e crederci fino in fondo.Sto raccontando questa parte della mia storia perchè sono convinto che ci siano moltissime persone che come me hanno una grande passione e inclinazione verso l'insegnamento, ma si sono sostanzialmente rassegnati a svolgere un lavoro in un altro settore. Magari un lavoro noioso, insicuro economicamente, non soddisfacente, purché rientri però nel novero dei lavori tradizionali, "normali".
E allora quello che dico io è: se abbiamo un sogno, perchè non provare a perseguirlo e trasformarlo in realtà?Ovviamente questo non è un invito a licenziarsi dal proprio lavoro e buttarsi allo sbaraglio nel mondo dell'insegnamento. È invece un invito a valutare seriamente tale progetto; a fare delle proiezioni, a progettare un percorso che ci potrebbe portare, magari nell'arco di qualche mese, a trovarci davanti a un bivio, e poter fare una scelta serenamente. O ancora a ritagliarci semplicemente dello spazio, "rubando" tempo al nostro lavoro principale, magari ridimensionato in modalità part-time.Serviranno delle idee chiare, e forse qualcuno a farci da guida, ma quello che sarà determinante sarà la nostra motivazione, la voglia di provare a crederci. Da un punto di vista strettamente economico e professionale, la risposta alla domanda nel titolo è dunque si: l'insegnante di chitarra o musica è una professione che può valer la pena svolgere.
Se poi a quelle economiche, aggiungiamo l'enorme mole di soddisfazioni che ci può dare il progresso dei nostri allievi e il rapporto umano, ecco che la risposta affermativa alla domanda trova definitivamente senso.

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