Tremonti band, il nuovo Dust

Tremonti band, il nuovo Dust

Arrivato al suo terzo capitolo il progetto solista di Mark Tremonti dimostra uno spessore artistico che gli consente, senza timore, di ambire a un successo che va ben oltre la  nicchia di accoliti a cui solitamente sono indirizzati questo tipo di lavori.

Tremonti band, il nuovo Dust

I Tremonti non sono uno sfizio, un progetto allestito per raccogliere anche le briciole della notorietà guadagnata con le altre band, ma una vera e propria valvola di sfogo per un musicista che possiede una vena creativa dirompente. Generosa al punto da riuscire a produrre, nelle sedute di registrazione del 2015, abbastanza materiale per una coppia di album: Cauterize pubblicato lo scorso anno e il disco che abbiamo ora tra le mani, Dust.
Le ottime premesse contenute nel convincente All I Was, il debutto del 2012, maturano in questi due lavori, album in cui i Tremonti sembrano assumere una fisionomia più definita, sia musicalmente che nella line-up stessa con l'introduzione, accanto  al chitarrista Eric "Erock" Friedman, e al batterista Garrett Whitlock, di un bassista dal background interessante come Wolfgang Van Halen.
Quando lavora da solo Tremonti è libero di sguinzagliare un lato estremo che nei dischi degli Alter Bridge tende a tenere a bada; nel riffing aggressivo di brani come "Once Dead", "Betray Me", "Catching Fire" e "Rising Storm" si mette in bella mostra la pesante impronta di un thrash metal che attinge dai grandi classici, dai Metallica ai Megadeth, passando per Slayer e Testament.
Ma Dust non è solamente una carica di sfuriate: Tremonti non esita a lasciar entrare un po' di Progressive nel suo disco e soprattutto non può fare a meno di un'intensa componente melodica. Proprio l'equilibrio tra quest'ultima, che prende il sopravvento in brani coinvolgenti come "Tore My Heart Out" e l'ottima titletrack, e la componente feroce è fondamentale alla riuscita di climax travolgenti, che esaltano l'ascoltatore.

Tremonti band, il nuovo Dust

Dust ripete il successo di Cauterize dimostrando che Tremonti non mentiva dicendo di aver prodotto due dischi di pari qualità. Due dischi ricchi di personalità e trascinanti, che faranno la fortuna dei fan del genere e riescono a imporre la band tra le realtà più solide della scena Heavy.

Tracklist:

  • 1 - "My Last Mistake"
  • 2 - "The Cage"
  • 3 -  "Once Dead"
  • 4 - "Dust"
  • 5 - "Betray Me"
  • 6 - "Tore My Heart Out"
  • 7 - "Catching Fire"
  • 8 - "Never Wrong"
  • 9 - "Rising Storm"
  • 10 - "Unable to See"

Lineup:

Mark Tremonti - voce, chitarra

Garrett Whitlock - batteria

Eric Friedman - chitarra, cori

Wolfgang Van Halen - basso

Leggi l'intervista a Mark Tremonti a cura di Stefano Tavernese