Tipologie di allievi #2

Tipologie di allievi #2
Salve MusicOffili, con colpevole ritardo (di cui mi scuso) trattiamo la seconda parte dell'articolo sulle tipologie di allievi; nella prima parte abbiamo considerato 4 possibili profili di allievo, analizzandone le caratteristiche e fornendo degli spunti per interpretare al meglio la risposta didattica da dare, nello specifico ci siamo concentrati su l'allievo "tecnico/ginnico",  quello "idolatra/scettico", il "ludico" ed il "secchione/disordinato".Le categorie che consideriamo oggi sono invece:
  • L’insicuro/depressivo
  • Il leader
  • il settoriale
  • Il chiacchierone
Come per la prima puntata, ci interessa comprendere le linee generali di ciascun profilo, sapendo che si tratta sempre e comunque di una stilizzazione, che non va proiettata su una persona in particolare, ma va pensata nella maniera più elastica e infine condita con un pizzico di ironia!L’insicuro/depressivoAlcuni allievi non possono fare a meno di portare le proprie insicurezze personali all'interno dell'ora di lezione, e in una certa misura non c'è nulla di male. Lo stesso rapporto allievo-insegnante si basa in qualche modo proprio sull'esigenza di rendere sicuro ciò che non lo è. Ma bisogna stare attenti a non trasformare questo momento in una seduta psicanalitica!
L'insegnamento è un'attività variegata ed elastica, ma come abbiamo visto anche nei profili precedenti bisogna sapersi tenere alla larga da pericolose deviazioni o distorsioni. L'aspetto psicologico è senza dubbio una parte importante e rientra in ciò che facciamo, ma se il nostro allievo ricerca un puro supporto psicologico o spirituale è meglio che si rivolga in altra direzione.
In rarissimi casi si tratta davvero di situazioni patologiche, nella maggior parte si tratta semplicemente di riportare l'allievo alla normalità, al fatto che tutti hanno delle difficoltà, che per tutti l'apprendimento è una cosa lenta e faticosa. È necessario ascoltare da un lato, ma saper "tagliare corto" quando ci rendiamo conto che la lezione si sta trasformando in un mero momento di auto-commiserazione. Saper insomma bilanciare tatto e fermezza, vedrete che il nostro interlocutore apprezzerà questa nostra capacità.Tipologia di insegnante richiesta: il "normalizzatore"L'allievo leaderCi sono allievi totalmente privi di attitudini propositive, perché ciò fa parte della loro personalità  o perché, inesperti della materia, non saprebbero cosa proporre. Oppure ancora più semplicemente perché si mettono nelle mani dell'insegnante a lasciano a quest'ultimo il timone su ciò che si fa.
Sul fronte opposto ci sono alcuni allievi con un’attitudine propositiva molto spiccata, talvolta eccessiva. Saper assecondare le richieste dei nostri allievi (e clienti, non dimentichiamolo) è qualcosa di estremamente positivo, cedere la leadership lo è molto meno. Se abbiamo, come dovremmo, steso un programma preciso per quell'allievo o quel gruppo di allievi e ogni settimana cediamo alle "proposte" che ci arrivano, il disegno didattico ne uscirà sconfitto. Non ci dobbiamo assolutamente sentire arroganti o prevaricatori se manteniamo il controllo "con forza", questo fa parte di quelle capacità che un insegnante deve avere. Ovviamente il modo in cui lo facciamo è determinante: bisogna sapersi porre e talvolta imporre, ma in modo assolutamente educato, amichevole e rispettoso dell'altro. È bene plasmare questi equilibri da subito, fin dalle primissime lezioni, o non appena si manifesti qualche genere di anomalia in tal senso.Tipologia di insegnante richiesta: il leaderIl settorialeIl settoriale è quell'allievo che ad esempio ascolta e vive di un solo genere musicale. Alcune criticità legate a questa tipologia sono in qualche modo analoghe a quelle già viste nel "tecnico/ginnico", nel "ludico" e nel "secchione". In tutti questi casi l'allievo chiude una serie di porte, limitando fortemente il nostro campo di azione, e di conseguenza le sue possibilità di apprendimento.
Quando si tratta però di generi musicali questo fenomeno diventa però ancora più aspro, chiamando in causa anche dinamiche di "razzismo", o meglio classismo, tra generi musicali. Usiamo come esempio il classico caso del "metallaro", che considera in qualche modo inferiore tutti gli altri generi, e per cui ad esempio il pop è un genere disdicevole e squalificante per il musicista. Non sto certo dicendo che tutti i metallari abbiano questo tipo di visione, anzi! Ma il soggetto in questione esiste eccome e per noi insegnanti può costituire un vero problema.
L'unica soluzione che abbiamo in questi casi e di fornire proposte alternative, facendo capire al nostro studente come la varietà di linguaggi sia la cosa forse più formativa in assoluto. La proposta può essere erogata con una sorta di gradualità: se ad esempio il nostro è abituato ad ascoltare soltanto death metal potremo cercare di passare attraverso il metal classico, poi hard rock, poi rock blues, poi jazz blues, e così via. Ma il successo di tali percorsi è completamente soggettivo, e non è da escludere che anche un metal-guy si innamori perdutamente ed improvvisamente del jazz. Abbiamo preso l'esempio metal ma tutto quanto detto vale anche e ovviamente in tutti gli altri casi. Non è facile farlo, ma semplificando bisognerebbe cercare di trasmettere gradualmente l'amore per la musica, in senso generale.Tipologia di insegnante richiesta: l'appassionato (che sa trasmettere la passione)Il chiacchieroneAnche in questo caso ci troviamo a dover affrontare e sconfiggere tutte quelle "dispersioni" che rischiano di rendere inefficace il nostro insegnamento. Questa casistica si differenzia però da altre per via di un punto del tutto particolare: può essere piacevole per l'insegnante. Cosa c'è di più bello infatti di stare un'ora a discorrere con un'altra persona, specie se simpatica e/o interessante? Questo è qualcosa di molto insidioso, la "tentazione" di lasciarsi andare e un po' di pigrizia o stanchezza da parte nostra possono trasformare la lezione in un salotto, e magari aggiungiamoci anche del tè e un pasticcino, perché no!
Scherzi a parte, sembrerà incredibile ma gli allievi disposti a pagare per qualcosa del genere esistono, come abbiamo visto ad esempio nel caso dell' "idolatra". Ma ancora una volta questo genere di deriva è qualcosa che in ultima analisi rischia di danneggiare, l'allievo e noi. L'allievo perché di fatto non impara nulla, noi perché tutto ciò potrebbe trasformasi in un danno di immagine e non lo vogliamo di certo. L'insegnante di chitarra, ad esempio, nella maggior parte dei casi lavora in piena autonomia, non ha un “capo” o un controllore, deve sapersi disciplinare da solo, ed è fondamentale che lo faccia. Quindi anche quando la tentazione c'è è giusto sapersi riportare sui binari, siamo dei professionisti.
Questo genere di situazione è ancora più pronunciata quando tra noi e l'allievo c'è qualche tipo di legame, ad esempio sentimentale o di amicizia. In questi casi quasi mai si riesce ad evitare che l'incontro perda la sua natura formativa, ed è per questo che personalmente  evito e sconsiglio caldamente di insegnare o chiedere lezioni ai propri amici e conoscenti. Con tutti gli altri studenti non dovrebbe essere particolarmente difficile instaurare o ripristinare un rapporto corretto ed anche in questo caso è meglio farlo da subito e non lasciare che il fenomeno si insinui e cronicizzi col passare del tempo.Tipologia di insegnante richiesta: il professionistaConclusioniCon questi due articoli ci siamo divertiti prendendo un po' in giro i nostri allievi immaginari, senza prendere troppo sul serio queste categorie, e pensandole in maniera elastica. Vi chiederei di integrare quanto detto con vostre esperienze, aneddoti e racconti, ulteriori categorie di allievi, domande, critiche o quant’altro.A margine di tutto questo vorrei  infine porre questa domanda: un insegnante può svolgere il proprio lavoro senza aver mai pensato a tutte queste implicazioni?Sicuramente lo può fare, nulla e nessuno glielo impedirà. Ma io credo, sono favorevole e lavoro instancabilmente per la creazione di una nuova classe di insegnanti "pensanti", che non si limitino a portare avanti il loro insegnamento in maniera meccanica, ma abbiano gli strumenti culturali, di esperienza, di sensibilità per saper affrontare al meglio tutte le sfaccettature che si presentano. Gli insegnanti inscalfibili, monolitici, sempre uguali a se stessi, che non si preoccupano minimamente di chi si trovano davanti lasciamoli nelle scuole e nei corsi degli altri, non nei nostri!Vi saluto e vi auguro buon lavoro.Claudio Cicolin
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