String Skipping - Ma cos'è?

String Skipping - Ma cos'è?
E' una delle tecniche maggiormente usate dalle ultime generazioni di chitarristi rock, può essere usato per eseguire frammenti di scale o arpeggi, e consiste in salti di corde che creano sonorità davvero caratteristiche per l'orecchio.Riflettiamo: la tastiera della chitarra, pensata come strumento a corda unica, ci costringe a percorrere un considerevole chilometraggio su e giù lungo la corda stessa; finché arrivò qualcuno che affiancò una seconda corda contigua alla prima, accordandola in un certo modo.
Questo concetto prosegue per un numero qualsiasi di corde; noi ci fermiamo a sei.
Questa particolare disposizione e accordatura delle corde ci permette di dislocare diteggiature che risultino convenienti in largo (parallele ai tasti) piuttosto che in lungo (parallele alle corde).
Quando i rockettari anni '80 decisero che il buon (?!) vecchio, caro e calmo suono della pentatonica larga è quello che è (cioè: vecchio), oltre a cambiare scala (aggiungendo note alle cinque in questione, fino a sconfinare nella confusione... modale), cominciarono anche a cercare di stirare le proprie manine alla ricerca di sonorità meno scontate, e qui ci troviamo di fronte alla...
problematica chiave di fine secolo!

Le corde non sono state "accostate" pensando ad uno sviluppo di questo tipo; anzi più stiri la mano sui tasti e più, al cambio di corda le note si ribellano, ripetendosi, sovrapponendosi, incrociandosi; e scrociandosi: quello che dovrebbe scendere sale, e viceversa.
E allora?
Almeno due possibili le direzioni.
  • (te - ne - cale):
    Ripensi il fraseggio in funzione di sonorità insolite, imprevedibili, a volte anche inascoltabili; successioni e inviluppi melodici inconsueti, inauditi prima, almeno nel contesto classico rock.
  • (non - te - ne - cale):
    Ripensi la diteggiatura: eviti di suonare la corda apportatrice di fastidi; non è che la devi smontare, no; basta che non la suoni, la salti, si', salti la corda; che non e' altro che il classico gioco delle bambine italiane.
  • Un sentito Grazie a Gianfranco "Nick" Diletti.