Singular Sound BeatBuddy

Singular Sound BeatBuddy

Salve MusicOffili, in un periodo in cui tra i chitarristi i looper audio sotto forma di stompbox sono molto gettonati, ecco arrivare dall'America una proposta sempre sul tema dell'improvvisazione piuttosto interessante, un'idea che attinge dal passato sfruttando la tecnologia odierna. Se un semplice groove per allenarsi o esibirsi sul palco non vi basta più, questo BeatBuddy potrebbe fare al caso vostro...

Singular Sound BeatBuddy

In passato ci sono stati strumenti con ritmiche a supporto di chitarristi e bassisti quali, per esempio, alcuni moduli Zoom serie RT o la gamma Session Trainer di Kawai, ma il formato "table top" ha reso questi strumenti piuttosto difficoltosi da gestire durante l'esecuzione. Una giovane realtà americana come Singular Sound ha voluto reinterpretare il concetto di modulo ritmico per chitarristi/bassisti, trasformando lo strumento in un compatto stompbox, in cui è presente un accompagnamento automatico di batteria controllabile nel suo andamento con i piedi.
In estrema sintesi, questa è la genesi del BeatBuddy, uno strumento che ha incontrato il favore dei chitarristi ancor prima di essere realizzato, perché come descritto in questa precedente news, il crowdfounding lanciato da Singular Sound sulla piattaforma Indiegogo lo scorso anno per finanziarne la produzione, ha raccolto circa $349,000 in brevissimo tempo. Vediamo ora nel dettaglio alcune caratteristiche generali del BeatBuddy.

Singular Sound BeatBuddy

Le caratteristiche

Estratto dall'elegante imballo, il BeatBuddy si presenta con delle forme piuttosto generose e uno chassis interamente in metallo. Il pannello controlli posto sopra il pedale ospita un piccolo display retroilluminato a colori, per monitorare le varie funzioni e controllare il tempo di esecuzione in due modalità, perché oltre a visualizzare il valore numerico, in fase di riproduzione una piccola barra verticale colorata scorre lungo lo schermo.
Accanto al display troviamo uno switch Tap circondato da quattro pulsanti a freccia per navigare tra i menu del display; tre potenziometri di cui due a corsa continua e con switch a pressione consentono rispettivamente di regolare il volume, selezionare i drumset e impostare in modo fine il tempo di esecuzione. Ai lati del BeatBuddy sono previste le connessioni: sul lato destro troviamo gli ingressi audio L/Mono e Right, la presa Footswitch per collegare la pedaliera opzionale, infine la rotella per la regolazione del volume delle cuffie.
Sul lato sinistro del pedale troviamo la coppia di uscite audio L/Mono e Right, la presa cuffie nel formato minijack stereo da 3,5mm, infine la presa MIDI Sync nel formato PS2; a riguardo, Singular Sound fornisce tra le opzioni il cavo adattatore dotato di porte MIDI I/O. Nel pannello posteriore sono ospitate infine la presa Mini USB per il collegamento a un personal computer, quella dedicata all'alimentatore di rete e lo slot per la SD Card fornita a corredo.

Singular Sound BeatBuddy

L'architettura di questo stompbox presenta molte similitudini con quanto previsto nel "motore" dedicato all'accompagnamento automatico di una tastiera arranger. Una Song in BeatBuddy ha una struttura che contiene una serie di DrumBeat inseriti in sezioni per un Intro, due variazioni con tre Fill ciascuna, una coppia di Fill dedicati al cambio della variazione e un Ending; una Song può comprendere inoltre anche una coppia di sample in formato Wave da impiegare come accenti durante l'esecuzione. L'arsenale del Beat Buddy comprende oltre 200 Song all'interno della SD Card a corredo.
Il BeatBuddy Manager consente di personalizzare le Song, inserendo anche una denominazione, il tempo di esecuzione e di associare il Drumset preferito; le Song possono essere organizzate anche in una comoda playlist per un facile richiamo durante una performance. Il database di loop MIDI, sample e DrumBeat contenuti nella card del BeatBuddy è espandibile, attraverso le librerie (gratuite e a pagamento) rilasciate a cadenza regolare da Singular Sound nel proprio Store Online. Passiamo ai suoni, perché il Sampler Player incluso in questo pedale è piuttosto raffinato: un singolo Drumset può "pesare" fino a 100MB, e ogni elemento del kit (definito Instrument) può prevedere fino a 15 sample, con risoluzione a 16 bit o 24 bit, peraltro organizzabili su diversi livelli dinamici anche in gruppi, per ottenere un'articolazione in stile "Round-Robin" e incrementare il realismo di passaggi quali un Fill o un Drum Roll.
Tra gli altri parametri disponibili in un Instrument, segnalo quelli per attivare il Choke, regolare il volume generale o definire la polifonia. Tutte le impostazioni fin qui descritte sono praticabili attraverso il Drumset Maker incluso nel BeatBuddy Manager. Singular Sound fornisce inizialmente 10 Drumset, ma anche questa area è espandibile a piacere: Singular Sound propone sempre nel suo Store nuovi kit a un prezzo (al momento) di soli cinque dollari ciascuno. Il numero di Drumset utilizzabili con il BeatBuddy è strettamente correlato allo spazio disponibile nella vostra SD Card, ma grazie al formato proprietario adottato dal marchio americano per la compressione dei campioni, con l'unità di memoria a corredo potete già allestire un bell'arsenale ritmico.

Singular Sound BeatBuddy

Logica di funzionamento

La navigazione dei menu nel BeatBuddy è piuttosto intuitiva: nell'area con i quattro switch a freccia, quello posto a sinistra consente di accedere alla directory delle song suddivise in precise cartelle per genere musicale, mentre con quello a destra potete selezionare sia la cartella, che la Song desiderata; nello specifico, anche il pulsante centrale "Tap" può fungere da "Enter" per la conferma della selezione; anche con i due Switch superiore/inferiore potete navigare tra le Song contenute in ciascuna cartella.
Per avviare la riproduzione della Song desiderata dovete premere una volta il generoso pedale rivestito da un robusto profilo in gomma nera: di default, esso avvia la riproduzione preceduta dall'intro, ma se lo schiacciate nuovamente durante l'esecuzione riproduce ogni volta uno dei tre Fill disponibili per ogni Song; se premuto a lungo durante la riproduzione si passa alla seconda variazione, preceduta da un Fill-In dedicato, infine, schiacciando due volte il pedale si richiama l'Ending preceduto dal Fill-Out.
Quando BeatBuddy è inattivo, la pressione prolungata del pedale consente di accedere alla modalità Tap Tempo. Sui pedali esterni è possibile configurare altre impostazioni richiamabili durante l'esecuzione, tra cui l'attivazione della pausa, il trigger per un accento o l'incremento/decremento nella selezione delle Song. La sezione impiegata dall'arranger nella Song riprodotta è visualizzata dal display attraverso dei codici colore: il rosso per l'Intro/Outro, il verde per la parte Main, il giallo per il Fill, il bianco per la transizione, il nero per il Break e il blu per lo stop del Beat.

Singular Sound BeatBuddy

BeatBuddy Mini

Annunciato da Singular Sound con largo anticipo, nel dicembre scorso è stato commercializzato il BeatBuddy Mini, una variante tascabile del BeatBuddy: tra le differenze rispetto al fratello maggiore, segnalo la wavetable con una risoluzione a 16 bit non espandibile e inserita in una ROM interna, le connessioni audio mono, l'adozione di un piccolo display monocromatico e una sezione di navigazione rivista nell'organizzazione; una serie di led multicolore consentono di individuare con un colpo d'occhio rispettivamente il menu selezionato, il tempo di esecuzione e quelli posti sopra il display indicano la sezione dell'accompagnamento ritmico selezionata durante la riproduzione. Il BeatBuddy Mini fornisce 100 song organizzate all'interno di cartelle per 24 generi musicali, associate di default a precisi Drumset, e dotate di un singolo Fill ciascuna.
Il BeatBuddy Mini è compatibile con la pedaliera opzionale Footswitch.

Singular Sound BeatBuddy

In uso

Di primo acchito, ho erroneamente pensato che per gestire al meglio il BeatBuddy sarebbe stato necessario un buon periodo di rodaggio, viceversa, "dato subito in pasto" a due amici chitarristi smaniosi di provarlo, essi si sono trovati immediatamente a loro agio con la logica operativa studiata da Singular Sound. Con pochi e semplici colpi di piede è possibile dare il via a un accompagnamento ritmico davvero credibile, riservandosi la consultazione del manuale in un altro momento, magari per approfondire riguardo all'editing.
Il "Data List" con l'elenco di Song caricate non lo trovate sul manuale, ma nel sito internet di Singular Sound, peraltro scaricabile in diversi formati e arricchito da informazioni utili quali il tempo di esecuzione per riprodurre le hit discografiche prese come riferimento in fase di programmazione.
Lo chassis di questo pedale è a prova di bomba, i controlli in metallo sono fluidi e quelli in gomma piuttosto resistenti alle sollecitazioni tattili, mentre il buon contrasto del display permette di individuare i parametri visualizzati da qualsiasi angolazione: ben fatto. Un'ottima idea l'adozione di codici colore sul display per le sezioni di una Song, perché anche suonando in piedi basta un colpo d'occhio per capire quale sezione state impiegando sul pedale.
Rimarchevole infine la lunghezza del cavo dell'alimentatore a corredo nel BeatBuddy (quasi due metri!). La pedaliera opzionale è caldamente consigliata, perché consente di estendere il parco controlli ed estendere il range espressivo dell'accompagnamento ritmico. Sono due i plus che mi hanno immediatamente colpito durante l'uso del BeatBuddy: la buona silenziosità generale, sintomo di un'elettronica ben curata, e l'alto volume riscontrato nella presa cuffie, in grado di "alimentare" a dovere anche modelli a bassa impedenza come le AKG240 Studio in mio possesso.

Singular Sound BeatBuddy

Il lavoro svolto da Singular Sound riguardo ai Drumset è di ottima qualità: l'interazione tra le varie articolazioni di ogni elemento del kit nei preset e i pattern sono ben studiate, e la piccola porzione di ambiente percepita nei sample regala una bella sensazione di realismo. Il range dinamico dichiarato c'è tutto, e la "botta" in gamma bassa restituita da cassa e tom (o da diverse percussioni) può stupire, mentre i piatti emergono piacevolmente in gamma alta, peraltro con un decadimento piuttosto naturale del suono.
All'ascolto, vi posso garantire che la resa generale di questo piccolo "Davide" americano può far impallidire qualche "Golia" tra le generose librerie software virtuali dedicate alla batteria… In sede di test ho provato anche a mettere in crisi il BeatBuddy durante la riproduzione, andando a cambiare i Drumset associati ad alcune Song, ma questo pedale americano non batte ciglio, restituendo sempre un'esecuzione convincente, sintomo che i tecnici americani hanno lavorato sodo anche in termini di omogeneizzazione della generazione sonora al "motore" dell'arranger. 

Il BeatBuddy può rivelarsi appagante anche per altre categorie di musicisti, tra cui segnalo il tastierista/pianista, perché nei pianoforti digitali economici oggi troviamo la possibilità di porre in split sulla tastiera due parti per basso e pianoforte, e con lo stompbox americano in pochi secondi potete emulare con buona approssimazione un trio rock, pop o jazz. Grazie al MIDI Sync questo pedale può sincronizzarsi con altri device esterni, e regalare belle gratificazioni anche a quei musicisti (o Producer) che amano sperimentare con l'elettronica. L'interfaccia del software Manager a corredo consente con pochi clic di programmare e organizzare al meglio sia le Song, sia i Drumset, peraltro personalizzabili con sample di terzi: tanta apertura all'interazione con il mondo esterno è merce rara al giorno d'oggi…

Singular Sound BeatBuddy

Programmare le articolazioni richiede qualche attenzione in più, pena il rischio di minare l'ottima omogeneità della sezione fornita di default; in ogni caso, se fate dell'editing distruttivo, Singular Sound fornisce sul proprio sito internet un backup di tutto quanto contenuto nella SD Card. Siete a digiuno con la programmazione o non avete tempo per questa pratica? Niente paura, perché nel sito internet di Singular Sound troverete diverse preziose risorse, tra cui una serie di Loop MIDI, ma anche nuove librerie di Drumbeats e Drumset per arricchire il proprio database, peraltro dei pacchetti proposti a un prezzo davvero modico.
Tra l'offerta proposta online suggerisco caldamente di provare il Drumset tributo al sound di Phil Collins degli anni ottanta: un pacchetto veramente ben fatto. Grazie al cavo MIDI Sync opzionale, in studio il BeatBuddy può essere impiegato con profitto anche come drum machine di supporto, per stendere una traccia percussiva particolare nella vostra DAW; a riguardo, suggerisco di impiegare il BeatBuddy con un controller MIDI a tastiera (o a pad), per gestire comodamente i vari elementi di ogni kit.

Conclusioni

Dietro il BeatBuddy c'è un team che sa quel che fa, e lo fa bene: si pensi alla raffinatezza delle sezioni Sample e Song Player, due elementi che da soli potrebbero giustificare ampiamente il prezzo richiesto per il modello più completo del marchio americano. Sull'investimento in sede di acquisto pesa anche il supporto fornito, e come abbiamo visto in precedenza Singular Sound non lesina sull'argomento, fornendo inoltre a cadenza regolare dei piccoli "cadeau" tra le proprie librerie (un esempio a riguardo è il recente "Hand Drum Mini Pack").
La strategia commerciale di Singular Sound ricorda molto quella della svedese Nord, con un'area forum sul proprio sito internet dove gli utenti possono discutere delle loro esperienze con il BeatBuddy - fornendo un prezioso feedback al produttore - ma anche scambiarsi le proprie librerie personali di Song e Drumset (e l'utente che "lurka" ringrazia…). In assenza di un batterista/percussionista, il BeatBuddy è la mano tesa per allestire un accompagnamento ritmico convincente, sia in studio che sul palco.
Il nuovo BeatBuddy Mini è la soluzione razionalizzata proposta a un prezzo di attacco per chi cerca un partner ritmico tascabile "plug n'play", magari per scaldarsi prima di un concerto o da tenere nella custodia della chitarra per allestire al volo un piccolo intrattenimento. Ora che c'è un BeatBuddy per tutte le tasche, non avete più scuse: questo batterista "in punta di piedi" va assolutamente provato.

Per altre informazioni riguardo la serie BeatBuddy di Singular Sound, vi invito a visitare il sito internet di Frenexport, il riferimento per il marchio americano sul nostro territorio.

Riccardo Gerbi

Singular Sound BeatBuddy

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