Savages - Adore Life

Savages - Adore Life

C'è la foto di una mano chiusa in un pugno sulla copertina del nuovo album delle Savages, Adore Life; la mano è una mano di donna, ma non è una mano perfetta, immacolata, con le unghie lunghe, le dita affusolate. La pelle è screpolata, in certi punti graffiata, e le unghie corte affondano con forza nel palmo. Questa mano appartiene sicuramente a una donna che ai sentimenti ha preferito la lotta, che agli stereotipi ha preferito la verità e che ha adorato la vita perché l'ha vissuta, abbracciandone le contraddizioni e la rabbia, benedicendo l'amore che lascia graffi sulla schiena e rompe i piatti di porcellana.

Savages - Adore Life

Il pugno invece è lo stesso pugno che l'ascoltatore sente nello stomaco appena parte il primo pezzo: "The Answer".  Love is the answer scrive la leader del gruppo Jehnny Beth, ed è proprio l'amore il tema centrale di Adore Life. Ma non è il tipo di amore di cui siamo abituati a sentir parlare, è un amore più cupo, più tenebroso, che talvolta emerge con forza di uragano dalla voce cruda, dalla linea punk che pervade tutte le dieci tracce, dalle chitarre distorte, dai testi schietti, e altre volte striscia e sibila con l'astuzia del serpente tentatore: Love is a disease, the strongest addiction I know canta infatti Jehnny in "Sad Person".

Savages - Adore Life

Non si possono scindere le sensazioni dalla tecnica musicale quando si parla di questo album e delle Savages in generale. Non si può perché tutto, dalle parole, agli strumenti, alla straordinaria presenza scenica durante i live, proprio tutto, si fonde e vortica in un crescendo continuo, in un magma esplosivo che sembra sempre sul punto di esplodere e di farci esplodere. Adore Life fa venire le vertigini, le stesse vertigini che fa venire la vita.

Già nel primo album, Silence Yourself, si era percepita la straordinaria attitudine delle Savages nel creare pezzi rumorosi, sferraglianti, asfissianti. La loro ultima opera continua sulla linea già inaugurata, ma quest'ultimo è un album più ragionato rispetto al primo, è dotato di un eleganza intrinseca e cadenzata: il punk rock non è più soltanto rumoroso, anzi diventa a tratti ipnotico, proprio come se in un pentolone ribollente di delay e distorsioni, in un caos ricercato e creato ad hoc, le quattro riuscissero a trovare delle leggi universali in grado di regolarlo, di ordinarlo. Vengono così a formarsi tracce incisive, in cui la sessione ritmica è ben organizzata e segue linee precise (vedi "Sad Person"), in cui le frasi ripetute dalla voce di Jehnny Beth formano la spina dorsale del pezzo e incantano l'ascoltatore, come in "I Need Something New".


La quarte traccia è intitolata "Adore" ed è una vera sorpresa. Potrebbe essere quasi scambiata per una tranquilla ballata, ma è molto di più: è un'eccezione che fa una regola. Qui le Savages ricordano The Smiths, il che non è esattamente in linea con la loro identità. Eppure da Morrissey prendono lo spunto per innestare su una base strumentale tutto sommato placida testi cupi e e profondi: è questo contrasto interno, questo conflitto pacifico che rendeva speciali The Smiths, e in questo album le Savages delle contraddizioni fanno il loro punto di forza.

L'album si chiude con "Mechanics", dove la voce della cantante emerge con candore di angelo da una foschia di chitarre effettate: When I take a man at my command my love will stand the test of time, when I take a man or a woman they're both the same, they're both human. Parole universali, che rispecchiano l'aspetto esteriore, l'attitudine e l'essenza del gruppo: un gruppo formato da donne che fanno un genere da uomini, che sanno suonare come e forse meglio di loro, che hanno la rabbia dei ribelli e l'intelligenza dei calcolatori e che parlano solo ed esclusivamente d'amore.

TRACKLIST

1. The Answer

2 .Evil

3. Sad Person

4. Adore

5. Slowing Down the World

6. I Need Something New

7. When in Love

8. Surrender

9. T.I.W.Y.G.

10. Mechanics

Arianna Di Maulo

Savages - Adore Life