Rob Balducci - Una vita in tour

Rob Balducci - Una vita in tour

Incontrai Rob Balducci nel 2008 a Los Angeles durante il Namm Show, eravamo stati messi in contatto da Guglielmo Malusardi, notissimo appassionato di tutto ciò che riguarda la chitarra strumentale e instancabile difensore della causa; Guglielmo mi parlò di Rob in quanto facente parte della Favored Nations, l'etichetta di Steve Vai, e in quanto endorser ufficiale Ibanez, motivo per cui era possibile pensare di organizzare delle clinics in Italia.
All'inizio ci scrivemmo via mail e ci scambiammo i numeri di telefono per vederci al Namm. Al primo incontro entrambi fummo molto abbottonati e professionali, parlammo di come si sarebbero potute organizzare le clinics, delle sue esigenze tecniche ed esponemmo poi le nostre intenzioni alla Ibanez stessa durante la fiera.
A casa seguii il mio iter organizzativo ed ero pronto all'arrivo di Rob previsto per il mese di Maggio.

Rob arrivò a Milano accompagnato dalla moglie Carina che ci seguì per tutto il tour. Già la prima sera entrammo in confidenza e si creò una bella atmosfera, si parlava di ciò che avremmo fatto nei giorni successivi con grande tranquillità.
Rob avrebbe usato un amplificatore Ibanez Thermion, una serie completamente valvolare introdotta all'epoca. Era un amplificatore di fascia medio bassa, però poteva garantire una buona base sonora su cui lavorare a dovere con dei pedali.
Rob portò una delle sue Ibanez LACS (Los Angeles Custom Shop), uno strumento costruito appositamente con alcune piccole modifiche estetiche e funzionali da lui richieste. Diciamo che Ibanez ha già una serie di caratteristiche tipiche che mette nei suoi strumenti, perciò le modifiche che un artista chiede si riferiscono di solito a dettagli estetici o piccoli spostamenti dei controlli, piuttosto che diversi collegamenti dei pick up. Ciò che rende affascinanti le Ibanez LACS è la loro unicità. Ogni chitarra è un esemplare unico, costruito con grande cura e maestria.
In quella occasione Rob suonò la sua RG Prestige Green Sunburst con il top in acero quilted. I pick up sono dei DiMarzio (Steve's Special al ponte e Air Norton al manico) e vengono controllati con un selettore a tre posizioni.

Rob Balducci - Una vita in tour

Il primo giorno fu dedicato al viaggio, visto che la prima clinic sarebbe stata a Cosenza, perciò partimmo da Milano e ci fermammo a pranzo a Firenze, dove ci aspettava un'ottima trattoria in compagnia di Paul Gilbert, sua moglie, Riccardo Cappelli (suo promoter) e i ragazzi di Dragoon Speakers. Dopo la piacevole tappa arrivammo fino a Roma dove avremmo poi passato la notte.
Quella sera andammo Da Gabriele, in un ristorante dove cerco sempre di passare ogni volta che mi trovo a Roma, un posto molto carino in cui si mangia divinamente e il cui gestore è una delle persone più gentili e professionali mai conosciute.
In quell'occasione consigliai a Rob di provare la loro burrata, perché ad oggi rimane ancora la migliore mai provata. Quello fu solo l'inizio del tour eno-gastronomico di Rob, ma la cosa lo colpì profondamente, tanto che, anche a seguito di tutte le altre esperienze vissute insieme, scrisse un brano contenuto nel suo ultimo album 821 Monroe Drive dal titolo "Burrata"!

Il giorno seguente raggiungemmo Cosenza e lì iniziò fisicamente il tour. Siccome un negozio di strumenti musicali non è un palasport (a parte alcuni casi di negozi davvero immensi), risulta difficile utilizzare un amplificatore a valvole ad una potenza adeguata senza far cadere gli strumenti dalle pareti. Per questo motivo Rob teneva un volume veramente minimo dall'amplificatore, poi il tutto veniva microfonato per garantire il miglior mix tra le basi e il suono della sua chitarra nel PA.
Rob usava dei pedali che si era portato ed alcuni che gli avevo fatto trovare su sua richiesta. Fu quella la prima occasione in cui provai il BB Preamp della Xotic, pedale che poi Rob mi regalò a fine tour dopo averlo scarabocchiato con mille frasi divertenti. Le clinics trascorsero tutte con un buon successo e, nel frattempo, eravamo diventati un'allegra compagnia che svolgeva un lavoro molto divertente.

Rob Balducci - Una vita in tour

Concluso quel tour, ci lasciammo con l'intenzione di rimanere assolutamente in contatto, infatti seguirono altri due clinic tour negli anni successivi, motivo per cui Rob è sicuramente l'artista con cui abbiamo coperto maggiormente il territorio Italiano. Abbiamo infatti fatto delle clinic da Trapani fino a Belluno, passando per Cosenza, Lecce, Roma, Milano, Genova, Torino, Pescara, Monza, Pisa, Vicenza, Reggio Calabria e San Marino.

Successivamente al primo tour, ci rivedemmo al Namm e, durante una serata in cui lui si esibì con la sua band, mi accorsi che il suo volume sul palco era davvero alto e produceva un suono molto bello. A fine concerto gli feci i miei complimenti per la super esibizione e poi mi scusai per averlo costretto a suonare il Thermion a volume quasi zero, quando lui era chiaramente abituato a volumi decisamente diversi. Comunque sia, nei tour successivi feci in modo che l'amplificazione fosse adeguata alle sue esigenze e tutto filò ancora meglio della prima esperienza.
Durante i suoi vari passaggi in Italia, Rob ha sempre portato delle diverse Ibanez LACS, generando tanta curiosità tra gli appassionati del marchio.

Rob Balducci - Una vita in tour

Rob è una persona molto semplice e sincera e credo le sue siano tra le clinic più interessanti a cui abbia mai assistito, proprio per l'approccio molto diretto e facile nel proporre i suoi argomenti. Pur essendo un burlone cronico off stage, Rob garantisce una grande professionalità e disponibilità nelle clinics. Da qualche anno a questa parte io e Rob condividiamo addirittura la stanza quando andiamo al Winter Namm a Los Angeles, questo ci permette di viverci molto meglio tutto lo show.

Grazie a lui ho potuto conoscere bene la realtà di Majik Box, un'azienda di pedali boutique californiana, e successivamente ho potuto fare delle demo per loro durante il Namm. Il Namm è anche l'occasione in cui io porto a Rob delle bottiglie di vino speciali che non potrebbe reperire a New York, mentre lui mi rifornisce sempre di tequila Cabo Wabo. Chi conosce i Van Halen potrà capire il perché di questa mia preferenza.

Come dicevo, Rob ha realizzato vari album per la Favored Nations e vi consiglio di andare ad ascoltare il suo materiale, perché ha un alto contenuto melodico, un bellissimo suono e un'ottima vena compositiva. Visitando il suo sito web potrete anche avere delle info più dettagliate sulle sue splendide chitarre e su tutta la sua strumentazione, anche se Rob era un nome già noto sulle pagine di MusicOff in quanto aveva realizzato dei video in redazione durante un nostro passaggio a Roma.

Bene, il Namm è vicino, io e Rob abbiamo già pianificato il nostro viaggio, ci sarà da divertisti come al solito!
Alla prossima!

Stefano Sebo Xotta

Rob Balducci - Una vita in tour

Foto di Orazio Truglio ed Alex Ruffini