Lo studio personale: i livelli #2

Lo studio personale: i livelli #2

Non mi dite che non avete potuto aspettare poche ore per leggere il seguito del mio articolo sui livelli di ingresso, bene, prima di tornare a parlare del Gain, non dimentichiamo che in qualsiasi catena l'anello debole determina la qualità complessiva, in questo caso regolando il GAIN troppo basso, dovremo guadagnare nei circuiti successivi amplificando anche il rumore di fondo regolando il GAIN troppo alto rischiamo la saturazione o la distorsione degli ingressi, attenuare dopo non ci salva e non salva il suono!
Quindi il nostro obiettivo è di trovare il Gain ottimale che, nel caso di un mixer, ci farà lavorare con i fader intorno a "0dB", ottimizzando il rapporto segnale/rumore della nostra catena audio. Un circuito del mixer, spesso trascurato ma molto importante in questa fase, è attivato dal tastino SOLO o PFL (pre-fader listen) che consente di ascoltare il segnale prima dell'intervento del fader (a volte anche dell'EQ).
Ovviamente quando il LED del livello del canale raggiunge il rosso dobbiamo intervenire sul livello del GAIN o sul volume di uscita della sorgente audio. Molti mixer consentono di visualizzare questi livelli anche tramite gli indicatori del livello generale (Master per gli anglofoni), generalmente è uno solo degli indicatori (e l'altro non indica nulla, ma non vi preoccupate) a volte entrambi. Questa visualizzazione consente una regolazione del GAIN ancora più precisa... salvo quando l'artista non simula un fff che in realtà non lo è, e vi fa saturare l'ingresso.

Lo studio personale: i livelli #2

In alcuni mixer il circuito può diventare AFL (after-fader listen); in questo caso il led diventa rosso in caso di regolazione eccessiva del fader (o dell'abbinata fader+EQ) avvisandoci che dobbiamo ridurre i livelli di questa/e sezione/i.

Lo studio personale: i livelli #2

I termini pre-fader e post-fader tornano anche per le mandate AUX del mixer, in quanto le mandate prelevano il segnale prima o dopo il fader: alcuni mixer consentono di stabilire il segnale pre- o post-fader per ogni o alcune AUX, aumentando la versatilità nell'uso. La maggior parte dei fonici preferisce lavorare in pre-fader per il segnale dei monitor, in questo modo l'intervento sul fader del canale per alzare o abbassare non influenza l'ascolto sul palco, e lavorare in post-fader per le mandate effetti (FX per gli amanti delle sigle), in questo modo la variazione del livello del fader influenza anche il segnale dell'effetto.

Tornando ai nostri GAIN, da quanto scritto sopra riguardo amplificazione del rumore di fondo contro saturazione/distorsione è facile comprendere che la posizione ottimale del fader del canale è intorno allo "0" (magari faremo qualche piccolo aggiustamento dopo il sound check) così come lo è del fader generale (qui sarebbe sconsigliabile fare ritocchi, perché sarebbero sintomo di un sound check approssimativo!), quindi dopo un buon sound check il volume è stabilito al 99% dal GAIN. Punto!
N.B. Il buon sound check dipende dal musicista più che dal fonico. Innanzitutto il musicista deve dire al fonico esattamente cosa vuole ascoltare, quindi farsi regolare accuratamente i livelli, prima da solo poi provando tutti insieme appassionatamente i brani più critici dal punto di vista esecutivo e delle dinamiche. Stressatevi tutti, prevedete sound check lunghi ed almeno un paio di ore di relax dopo: da un buon soundcheck esce un ottimo concerto. Ultima nota, se uno dei musicisti (o magari una groupie) conoscono bene i brani, possono dare indicazioni al fonico riguardo il bilanciamento dei suoni nell'impianto... ma considerate che ogni ambiente ha la sua acustica e non è facile avere un suono ideale, neanche con il migliore impianto se l'acustica non lo consente e/o non è stata fatta una buona messa a punto... ops ho anticipato il tema del prossimo articolo!

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Autore


Francesco Passarelli

Audio Counsellor e fonico, da decenni al fianco di eminenti e storiche figure del settore ed in mezzo alle più leggendarie apparecchiature audio. Ama dire “Il suono non si racconta, si vive!”. Altre info su: http://www.musicoff.com/articolo/francesco-passarelli