Line6 "POD XT"

Line6 "POD XT"
Cari amici di Musicoff, crediamo sia inutile spendere altre parole sull'amp modeling che sta alla base di tutti i prodotti line6, argomento già fin troppo trattato; pensiamo invece sia più proficuo in questa prova, soffermarci sulle innovazioni introdotte nell'ultimo nato della famiglia dei POD, il cui software deriva direttamente dal fratello maggiore VETTA, che ha dimostrato dei passi avanti notevolissimi nella riproduzione di un suono "vero" attraverso il modeling. VISTA DI INSIEME La nuova interfaccia è semplicemente fantastica... abbiamo provato a approcciare lo strumento senza ricorrere al libretto di istruzioni per testare quanto questo nuovo "fagiolone" fosse user-friendly: risultato? In breve tempo siamo riusciti ad accedere a quasi tutte le funzioni principali in maniera semplice e veloce; il display a cristalli liquidi retro-illuminato mostra in maniera chiara la posizione attuale dei potenziometri nel suono che si sta usando in quel momento (grossa pecca dei precedenti pod che si faceva sentire sopratutto nelle situazioni live, quando non si potevano conoscere i settagli poichè erano memorizzati ma non "visibili") ed è contorniato da pulsanti che in maniera intuitiva permettono di modificare tutte le impostazioni necessarie per costruire i propri preset; le varie sezioni di effetti, delay e overdrive/compressori sono attivabili e disattivabili con la semplice pressione di un pulsante. LE SIMULAZIONI, DINAMICA E ATTACCO La cosa che subito ci ha lasciati basiti è stata la cura dei suoni puliti, che ora suonano maledettamente bene; i nuovi convertitori a 24 bit lavorano divinamente e c'è molto più attacco e dinamica nel suono rispetto alle precedenti versioni del pod; i puliti, soprattutto, suonano aperti e chiari, non troppo compressi e, sopratutto i suoni di fabbricazione Line6, non "simulanti", hanno una pasta molto molto bella.
Per quanto riguarda i distorti il discorso della dinamica si sente ancora di più: ora il suono superdistorto se suonato "piano" risponde alla dinamica della mano, pur sempre nei limiti del digitale; non ci dimentichiamo che tutti i suoni che escono dal pod sono frutto esclusivamente di una elaborazione software! STOMPBOXES? SI, GRAZIE! Una delle novità veramente interessanti del PodXT è che al suo interno è stato incluso tutto il meraviglioso software contenuto negli stompboxes della linea line6. In particolare il distortion modeler, il delay modeler e il modulation modeler: ovviamente non tutti i tipi di effetti contenuti negli stomp sono stati inseriti ma comunque questo fa si che in primo luogo gli effeti del PodXT siano di ottima qualità ed inoltre, seguendo la filosofia dei vari "modeler", siano riprodotti molto fedelmente pedalini che negli anni hanno conquistato l'olimpo degli effetti per la loro particolare resa sonora.
Le varie sezioni di effettistica sono quindi separate e attivabili/gestibili in maniera indipendente.
Varie modifiche sono state inoltre apportate al sistema A.I.R., ovvero quella parte del software che si occupa di simulare l'ambiente che si crea nel sistema cassa/microfono/stanza; sono state introdotte le simulazioni di varie marche/tipi di microfoni e persino la loro disposizione rispetto alla cassa (on axis/off axis). PROVA SU STRADA La nostra prova su strada ci ha dato modo di testare anche la validità del servizio d'assistenza legato al prodotto: infatti, al momento della prima accensione il video a cristalli liquidi si è acceso e subito dopo spento; un problema di alimentazione risolto velocemente con la sostituzione immediata del prodotto da parte del distributore, veramente un ottimo servizio.
Tutti i samples inclusi in questa prova sono stati registrati in diretta dentro una normalissima scheda sonora tramite gli ingressi audio, poichè il sistema di registrazione digitale del Podxt è gestito tramite porta USB e i driver non sono ancora stati rilasciati.
Avete capito bene, il pod verrà riconosciuto come una vera e propria periferica dal pc e non passerà attraverso le consuete linee ottiche. Il risultato rimane comunque eccelso anche in audio; per l'esecutore, purtroppo, c'è sempre quella sensazione di non avere sotto le mani la "potenza" di un vero ampli, ma il risultato in registrazione diventa sempre più difficile distinguerlo da un lavoro analogo fatto con un ampli "vero".
Si fa sentire un po' la mancanza di una presa per un input esterno, per esempio per suonare in cuffia su una base mandata su cd o supporti simili, ma del resto la finalità del pod dovrebbe comunque essere quella di registrare suoni in diretta, o male che vada suonare dentro dei P.A.
Il fagiolone si scalda molto dopo un'oretta dall'accensione ma questo non è sembrato influire sul rendimento del processore.
Durante la nostra prova abbiamo anche testato un'eventuale latenza del midi program change lamentato da alcuni sui primi pod prodotti: per la nostra prova abbiamo utilizzato una comune pedaliera midi e non la pedaliera ufficiale line6 ed il ritardo si è dimostrato praticamente inesistente, rendendo quindi il nostro simulatore perfetto anche per le situazioni live. Conclusioni In definitiva il giudizio è molto positivo, anche se il mercato offre alternative molto valide a costi decisamente inferiori.
Il PodXT dovrebbe, infatti, venire a costare intorno ai 500€ al pubblico, e, pur offrendo veramente molta versatilità e possibilità di customizzazione dei suoni, qualcuno potrebbe anche preferire di accontentarsi e spendere qualcosa di meno.

AMPLI SIMULATI
  • Line 6 Clean
  • Line 6 JTS-45
  • Line 6 Class A
  • Line 6 Mood
  • Line 6 Spinal Puppet
  • Line 6 Chemical X
  • Line 6 Insane
  • Line 6 Piezacoustic 2
  • Budda 2001 Twinmaster
  • Fender 1953 Deluxe
  • Fender 1958 Bassman
  • Fender 1961 Champ
  • Fender 1964 Deluxe Reverb
  • Fender 1965 Twin Reverb
  • Gretsch 1960 6156
  • Hiwatt 1973 Custom 100
  • Marshall 1966 JTM-45
  • Marshall 1968 Super Lead
  • Marshall 1968 Jump Channel
  • Marshall 1968 Variac Plexi
  • Marshall 1987 JCM 800
  • Marshall 1996 JMP-1
  • Matchless 1996 Chieftain
  • Matchless 1993 DC-30
  • Mesa Boogie 2001 Dual Rectifier
  • Mesa Boogie Mark IIc+
  • Roland Jazz Chorus 120
  • Soldano 1993 SLO-100
  • Supro 1960's S6616
  • Vox 1961 AC-15
  • Vox 1967 AC-30TB
  • Tube Preamp
LINEA EFFETTI BASATI SU STOMPBOXES
  • Compressor
  • Noise Gate
  • Fuzz Face
  • Big Muff Pi
  • Tube Screamer
  • ProCo Rat
  • Octavia
  • CS-1 Comp/Sustainer
  • Dynacomp
  • Vetta Comp
  • Auto Swell
  • Mutron III
  • Line 6 Sine Chorus
  • CE-1 Chorus Ensemble
  • Line 6 Flanger
  • A/DA Flanger
  • MXR Phase 90
  • Uni-Vibe
  • Opto Tremolo model from the 1965 Fender Deluxe Reverb
  • Bias Tremolo model from 1960 Vox AC-15
  • Leslie 145
  • Vibratone
  • Auto-pan
  • Boss DM-2
  • Deluxe Memory Man
  • EP-1 Tube Echoplex
  • Roland RE-101 Space Echo
  • Sweep Echo
  • Line 6 Digital Delay
  • Line 6 Stereo Delay
  • Ping Pong Delay
  • Reverse Delay
  • Fender Deluxe Spring Reverb
  • Fender Twin Spring Reverb
  • King Spring Reverb
  • Small Room Reverb
  • Tiled Room Reverb
  • Brite Room Reverb
  • Dark Hall Reverb
  • Medium Hall Reverb
  • Large Hall Reverb
  • Rich Chamber Reverb
  • Chamber Reverb
  • Cavernous Reverb
  • Slap Plate Reverb
  • Vintage Plate Reverb
  • Large Plate Reverb
  • Wah modeled after the Vox Wah
  • Volume (Pre- or Post-Amp Routing options)
  Ascoltiamo un po' di suoni Un po' di suoni vari del PodXT da ascoltare per farvi fare un'idea delle reali potenzialità di questo nuovo processore.
Buon ascolto MusicOffili e a presto.

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