La nostra prima registrazione

La nostra prima registrazione
Ciao a tutti voi musicoffili, scrivo questo breve vademecum per bassista ma non solo, il quale inizia ad affrontare delle registrazioni professionali.
Partendo con il piede giusto e con le idee meno confuse, porteremo a buon fine i nostri lavori, facendo soprattutto buona impressione sul team con cui lavoreremo. Posseggo uno studio di registrazione quindi vi parlo per esperienza diretta di chi sta spesso anche dall’altra parte del vetro.
Partiamo quindi dell'ABC, come sempre fatto di cose apparentemente "ovvie" ma importantissime e spesso trascurate. STRUMENTO:  è la base di tutto e sta al di fuori di ogni lista di regole.
É fondamentale presentarsi sempre con uno strumento di qualità professionale, i limiti di un basso inadeguato emergono impietosamente una volta in studio.
  • ELETTRONICA: verifichiamone sempre l’affidabilità. Assicuriamoci che non generi ronzii che potrebbero venire registrati insieme al suono. Controlliamo che i potenziometri non scricchiolino causando possibili perdite di segnale  e che il bilanciamento dei p.u. sia lineare.
  • TASTIERA: assicuriamoci che sia efficiente a partire dall’intonazione, da non confondersi con l’accordatura.
    Se ci capiterà di lavorare con gente dall'orecchio fine ci toccherà prendere accordatore e brugole e metterci in un angolino ad intonare il basso sperando di saperlo fare.
    Non e' mai una bella figura, anzi.
  • MANICO  e TASTATURA: se sono di qualita' ci metteranno al riparo dalle "note fiacche" che si nascondono insidiose in alcune zone della tastiera.
    Puo' verificarsi che in alcuni punti la corda vibri male , generando un suono debole e privo di sustain. Parlando di Basso Elettrico, quelle note fiacche diventano dei veri e propri baratri nell'ambito del brano.
    Non ci sara' piu' modo di recuperare quel sensibile  calo di dinamica e di vibrazione della corda, anche con un editing degno del Mago Silvan.
  • CORDE: assicuriamoci che non siamo mai troppo usate.
    Potremmo avere problemi di accordatura/intonazione, differenze di volume tra le corde stesse, sustain vago e un suono difficilmente apprezzabile.
  • CAVO: cerchiamo sempre di avere con noi cavi di qualità.
    Sono piu' importanti di quanto si possa immaginare, da conservare con cura, meglio ancora se trattati come reliquie.
    Spesso e volentieri anche i fonici di studi molto importanti hanno esordito con la topica frase: "attaccati qua", porgendomi in quell’istante un jack trovato probabilmente nell'uovo di Pasqua.
    Onde evitare di deteriorare l'ottimo segnale del mio basso, solitamente sfilo con indifferenza dalla custodia il mio cavo professionale “a pipa” e cercando di non indispettire  il fonico o il titolare rispondo: "Grazie, ma devo usare questo perche' il mio attacco e' posizionato in un punto scomodo e i jack dritti rischio di spezzarli."
    Motivazinoe sempre perfetta, salva la faccia e anche il segnale.
  • STRUMENTAZIONE: informiamoci sempre su ciò di cui disporremo una volta in studio.
    Nella maggior parte dei casi tendono tutti a riprendere il basso passando da un PRE.
    Se non possedete un PRE di altissima qualità, tale da fare una differenza realmente tangibile sul vostro suono evitate di portarvi “ingombri” da casa.
    Non dimentichatevi che avendo a disposizione dei bassi professionali con ottime elettroniche avremo la possibilità di entrare direttamente nel banco bypassando tutto.
    Cambia il discorso se invece dobbiamo partecipare ad una registrazione piu' artistica perchè in quel caso sono tutti piu' predisposti a spendere un po' di tempo per ricercare dei suoni più particolari o interessanti.
    In quest ultimo caso, risulta ben accetto portarsi l’amplificatore da casa.
  • TIPOLOGIA DI STRUMENTO: a meno che non veniate chiamati perche' tra molti bassisti in lizza siete quelli dalla personalita' più spiccata e dallo stile inconfondibile, evitate di presentarvi con bassi in materiali estremi e con suoni difficili da legare nel mix.
    Non cascateci, in tutte le situazioni che non siano come quella sopracitata, preferiamo sempre uno strumento dal suono bilanciato e rassicurante
  • Ora qualche consiglio sul comportamento da tenere
    • GIUDIZI AFFRETTATI: evitiamo di giudicare il brano o la linea di basso da eseguire e sopratutto cerchiamo di non voler imporre le nostre idee.
      Mettere in discussione il lavoro di un arrangiatore o di un producer potrebbe creare situazioni imbarazzanti.
      La parte di basso assegnataci, bella o brutta che sia, e' probabilmente il frutto di vari tentativi e considerazioni.
      Cerchiamo piuttosto di essere propositivi con frasi di questo tipo: "Sul ritornello rimango appoggiato come nella strofa o preferisci che suoni piu' in avanti ?"
      "Qui gli ottavi li preferisci larghi o puntati?"
      "Ti faccio sentire un paio di diversi bilanciamenti dei p.u., dimmi quale ti soddisfa di più, personalmente preferisco questo, sembra che si confonda meno con
      i bassi del pianoforte.
      "Questi sono ovviamente solo esempi di come ci si può porre con delle piccole proposte senza andare a ledere la stima per il lavoro altrui, se ci dimostriamo propositivi ma mai invadenti a quel puto potremmo anche essere interpellati per dei pareri o anche per una linea alternativa.
      Specialmente se il rapporto di lavoro e' all'inizio , muoviamoci con discrezione.
    • PUNTUALITA': è una dichiarazione d'intenti e personalmente la ritengo una delle regole piu' importanti nei rapporti di lavoro.
      Non ci sono mai scuse ad un ritardo ed è risaputo che gli studi non costino poco.
    • CULTURA MUSICALE: non si può prescindere da una cultura musicale adeguata.
      Evitiamo di suonare a tutti i costi come il nostro bassista preferito, con uno stile evidentemente inadeguato alla situazione.
    • TOCCO:  non dimentichiamoci che dopo tutto è l’aspetto più importante!
    Tecnicamente ritengo che sia l'essenza del vero bassista, il reale metro di paragone tra il musicista serio e colui che suona solo per divertimento a tempo perso.
    Cerchiamo di essere molto critici con noi stessi ma soprattutto ascoltiamoci sempre con molta attenzione. Cari amici musicoffili, tutto cio' che ho scritto potra' sembrare banale e scontato , ma vi assicuro che qualche musicista insospettabile c'e' cascato in pieno .
    Ci sarebbero tanti altri dettagli su cui discutere ma a quel punto dovrei scrivere “l’enciclopedia del bassista da studio”, vi invito quindi a scrivermi nel caso abbiate bisogno di qualsiasi dritta o delucidazione. Buona registrazione a tutti!Gigi de Martino - http://www.myspace.com/thegigidemartino