Kula Shaker - Il video che annuncia K 2.0

Kula Shaker - Il video che annuncia K 2.0

Era il 1996 quando, in un'epoca che usciva dall'intimistico, autodistruttivo, tanto quanto amato e straordinario Grunge, oramai pervasa dal cosiddetto "Brit-Pop", che rimetteva colori decisamente più sgargianti sugli accordi delle chitarre elettriche, un album inaspettato e proveniente da una band allora sconosciuta cominciò a farsi strada tra gli appassionati di Rock, prima come merce "furtiva", di nicchia, poi pian piano come opera apprezzata più o meno da chiunque grazie alle sue molteplici influenze stilistiche (Beatles, Doors, Deep Purple, etc...) ma contemporaneamente alla sua originalità.
Stiamo parlando di K, primo album dei Kula Shaker.

Kula Shaker - Il video che annuncia K 2.0

Gli over 30 forse si ricorderanno il video musicale di Hey Dude, la opening track, girato da Crispian Mills & soci sul piano superiore di un tipico bus inglese per le vie di Londra (anche se con ogni probabilità si trattava di un plateale green screen), brano con un ritmo che faceva consumare le suole delle scarpe e con un ritornello che ti entrava subito in testa. Oppure di Tattva, forse il singolo più celebre, che il gruppo portò addirittura, come ospite, al nostrano Festival di Sanremo!
Indimenticabile poi il brano Govinda, in cui la band dichiarava in maniera molto chiara la volontà di farsi influenzare ampiamente dalla cultura musicale dell'India (e senza alcun dubbio dalla sua "traduzione beatlesiana"), inserendo addirittura un testo in lingua antica e coinvolgendo suoni e musicisti propri della tradizione. Il tutto per un risultato che, almeno per chi scrive, aveva ed ha ancora del formidabile.

Kula Shaker - Il video che annuncia K 2.0

Successivamente a K arrivò un altro album degno di merito (sempre per chi scrive, purtroppo non ebbe affatto lo stesso successo), Peasant, Pigs & Astronauts, per il quale i KS, forti del successo anche commerciale del precedente, chiesero ed ottennero di avvalersi dell'aiuto di Bob Ezrin, produttore discografico di fama mondiale noto soprattutto per aver collaborato spesso con i Pink Floyd a partire dalle musiche e arrangiamenti di The Wall.
L'album non fu però recepito in modo entusiasta, seguì lo scioglimento della band, anni di silenzio intervallati dai singoli progetti di ognuno (ad esempio i The Jeevas di Mills), fino alla metà degli anni 2000 in cui la band si riunisce per dare alla luce alcune produzioni (l'EP Revenge Of The King e l'autoprodotto Strangefolk) pur apprezzate dai fan ma comunque ben lontane dal successo e dallo spessore artistico dell'album di esordio.

Ecco quindi che negli ultimi mesi, per chi ha avuto un occhio attento o semplicemente segue la band sul loro attivo canale facebook, alcune foto hanno iniziato a solleticare l'immaginario degli appassionati, in primo luogo quello degli italiani visto che una delle prime riportava proprio un'auto in viaggio con una targa del Bel Paese.
Piano piano, un indizio dopo l'altro, i rinati Kula Shaker hanno annunciato il loro progetto, che dire che ha dell'ambizioso è poco: un nuovo album che si chiamerà K 2.0.

Kula Shaker - Il video che annuncia K 2.0

Inutile dire che a questo  punto la curiosità è salita alle stelle, nonché ovviamente la giusta preoccupazione dei fan nell'andare a toccare in maniera così diretta il masterpiece della band. Ad oggi, come ben potete vedere dalla copertina qui sopra, siamo oramai più che avanti col lavoro, che ci è stato fatto seguire attraverso numerose foto del work in progress, mettendo anche in luce alcune apparecchiature audio analogiche retrò di sicura qualità attraverso le quali si è già chiarito qual è il sound ricercato dal gruppo per questa seconda puntata di K.

Kula Shaker - Il video che annuncia K 2.0

Proprio ieri, ad introdurre ufficialmente l'uscita del nuovo album (che è già possibile preordinare tramite il sito ufficiale), i Kula Shaker hanno rilasciato il video del primo brano estratto, "Infinite Sun". I primi 5 secondi sono illuminanti, Sitar, India, tutto quello che ci si aspetterebbe per continuare l'opera di K. Le immagini si susseguono in un misto di riprese live in studio, più alcune riprese di momenti di musica e "convivialità" tra personaggi il cui apporto all'opera non ci è ancora chiaro ma... di sicuro fanno "colore"!
Il brano di per sé, dobbiamo dirlo, per ora svela poco, se non che la band ha rispettato nei suoni e nelle intenzioni ciò che si era visto nelle (purtroppo) mute fotografie.
Non si tratta però né di una hit studiata a tavolino, né di un brano che può racchiudere tutto un messaggio ancora da svelare. La prendiamo quindi come un'introduzione, per un long playing che speriamo ci riservi molte sorprese e possa davvero farci rivivere alcune delle emozioni di (esattamente) 20 anni fa.

Aspettiamo fiduciosi il 12 Febbraio quindi, per adesso ci prepariamo rispolverando i nostri "Govinda Jaya Jaya Gopala Jaya Jaya"!

Salvatore Pagano

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