Jazz On! - Gli intervalli #1

Jazz On! - Gli intervalli #1
Bentrovati a tutti i musicoffili, con questo articolo iniziamo il nostro viaggio nel mondo degli intervalli, cercheremo di capire come essi sono l’elemento fondante della nostra musica e lavoreremo su alcuni esercizi finalizzati a rafforzare la nostra capacità di percepirli correttamente durante la nostra esecuzione; infine lavoreremo per far diventare la costruzione di linee basate su sequenze diatoniche e cromatiche di intervalli un elemento portante del nostro linguaggio jazzistico.Definiamo intervallo in musica la distanza tra due suoni. Usando un approccio più tecnico potremmo definirlo come il rapporto tra due frequenze distinte: al variare di una delle due frequenze o di ambedue varierà anche il rapporto, cioè l’intervallo.
Passiamo alla prima distinzione, ovvero la differenza tra un intervallo armonico ed uno melodico:
Il primo è formato da due suoni emessi simultaneamente, il secondo è formato da due suoni emessi in sequenza, quindi uno dopo l’altro.Nel caso di un intervallo melodico un altro elemento importante è la direzione. Una melodia altro non è che una sequenza ordinata di intervalli. Cambiando la direzione di uno solo di questi cambia anche, almeno in parte, la nostra melodia.In questa prima introduzione faremo un breve ripasso degli intervalli entro l’ottava che la maggior parte di voi già conoscerà, con l’aggiunta di un utile elemento, la misurazione delle distanze in semitoni.2a minore - 1 semitono2a maggiore - 2 semitoni3a minore - 3 semitoni3a maggiore - 4 semitoni4a giusta - 5 semitoni4a aumentata (o 5a diminuita, anche detta Tritono) - 6 semitoni5a giusta - 7 semitoni6a minore (o 5a aumentata) - 8 semitoni6a maggiore  - 9 semitoni7a minore - 10 semitoni7a maggiore - 11 semitoni8va - 12 semitoniPrima di rivederci vi consiglio di mettere alla prova la vostra memoria sulla tastiera e trovare tutte le possibili diteggiature (e ce ne sono diverse) per questi intervalli elencati. Per ognuno di essi sulla chitarra esistono almeno due diteggiature possibili per ogni nota. Ad esempio potremmo diteggiare un intervallo di terza maggiore così:o così:Una volta trovate le possibili diteggiature provate a muovervi lungo la tastiera usando un solo intervallo alla volta: solo seconde minori, solo terze maggiore, etc... Questo è un modo di mettere in funzione sia l’orecchio che la meccanica innescando una sorta di reazione bidirezionale tra gesto e suono prodotto. A mio avviso si tratta di passaggio cruciale che viene talvolta sottovalutato.Lavorate poi con set di corde limitati: una sola corda, poi due, tre, fino a sei. Quest’approccio si rivela anche molto utile per rafforzare la conoscenza della tastiera della chitarra. Qualcuno potrà rimanere sorpreso da tutte le possibili “strade” che si possono seguire variando di poco le diteggiature.
Per oggi è tutto, auguro a tutti voi buono studio e buon divertimento!Gianni Salinetti