Francesco Mascio - Ganga's Spirit

Francesco Mascio - Ganga's Spirit

Il nuovo lavoro del chitarrista Francesco Mascio potrebbe essere definito come un disco di jazz impreziosito da una marcata influenza di tipiche atmosfere musicali indiane, oltre che da una certa attitudine alla sperimentazione.

Francesco Mascio - Ganga's Spirit

L'utilizzo del flauto non fa che accentuare questi elementi etnici, abilmente intervallati con le improvvisazioni free di Francesco Mascio, che in qualche modo riportano a una sonorità più occidentale. Insomma, la questione principale è questo sottile confine che sparisce e riappare in continuazione creando alla fine un vero e proprio insieme di esperienze e influenze musicali che portano dalla sperimentazione alla world music passando per tutto ciò che è nel mezzo.
I musicisti presenti sul disco sono Francesco Desiato al flauto, Stefano Costanzo alla batteria, Luca Aquino, special guest alla tromba e ovviamente Francesco Mascio alla chitarra, oltre che compositore dei brani presenti sul disco, tranne nel caso di "Skappa l'Elefante" scritto a quattro mani con Desiato.

Francesco Mascio - Ganga's Spirit

Gli highlights della scaletta sono diversi, già a partire da "Curry and Pollution", brano molto dinamico e sognante grazie a un'atmosfera meravigliosa creata dalle soavi note del flauto. "Eartquake in the desert of Thar" si sviluppa su più piani, dalla melodia a un'improvvisazione di chitarra in crescendo davvero degna di nota. La successiva "Indian Trick" è invece molto più strutturata e sicuramente meno free delle precedenti, Miles Davis ne andrebbe fiero.
Con "Remember Ravi" si torna su territori più sognanti e marcatamente psichedelici e "Ganga's Spirit" sembra proseguirne il discorso per poi intraprendere una strada tutta sua e pian piano strutturarsi in una ballad dolce e accogliente. "India" è più vicina a uno standard e riporta infatti alla mente i classici del jazz degli anni '70, probabilmente perché tributo riuscitissimo all'immenso Coltrane.
"Kamasutra in the Kitchen" diverte almeno quanto il nome che porta, una sorta di suite ritmica fatta d'incastri sensazionali. "Skappa l'Elefante" sembra voler spostare il tutto su una ritmica più tipicamente balcanica, miscelando con improvvisazioni e scambi tra chitarra e flauto. "Chords for Gino" chiude in maniera pacata e melodica.

In conclusione, questo disco è davvero una fusione e un insieme di influenze ed esperienze mistiche oltre che musicali, e ciò che comunica è la capacità di miscelare a dovere tanti territori sia in maniera ideale che fisica. Racchiuderlo in una manciata di parole è davvero complicato, molto meglio procedere all'ascolto di questo album davvero ben pensato e realizzato e ascoltare cosa ce ne dice lo stesso Francesco Mascio...

Francesco Mascio - Ganga's Spirit

Parlaci un po' di come nasce il progetto e come si sviluppa fino al raggiungimento di quest'ottimo risultato...

Il disco ha avuto origine da un'idea o forse sarebbe più opportuno dire da una vera e propria esigenza... non ho mai saputo da dove derivi questo impulso irrefrenabile di comporre musica, questo sentirsi rapito da una forza sconosciuta che ti canta in testa una melodia... alcune volte mi accorgo di aver composto qualcosa di valido e originale solo dopo averlo realizzato.

Ganga's Spirit è fatto di questo sentire misterioso... è intriso di questi "momenti musicali" che caratterizzano la mia vita. Ne è la prova "Chords for Gino", brano dedicato al mio primo maestro di chitarra Gino De Cesare, scritto oltre 15 anni fa... le altre  composizioni  sono invece più fresche, fino ad arrivare a "Skappa L'Elefante" che è stata ultimata poche settimane prima della registrazione.
Si può dire che questo disco sia stato un work in progress della mia vita musicale dove ho potuto sperimentare le mie idee relative al sound, ai tempi dispari, alle melodie esotiche e tanto altro.

Che chitarre hai utilizzato per le registrazioni, che strumentazione in generale?

Per la maggior parte ho utilizzato una riedizione artigianale della telecaster del '56, costruita dal mio liutaio di fiducia Vincenzo Belfiore, mentre per il resto ho usato una chitarra classica da studio Alhambra.

Come ampli mi sono affidato al mio storico Fender Deville 2x12". Non ricordo con esattezza tutti i pedali che ho utilizzato, in quanto la mia pedaliera da allora è stata modificata quasi completamente, ma di sicuro ho usato un Booster della Costalab, l'OC 2 della Boss per le linee di basso e il Rat della ProCo per i suoni più taglienti e ricordo di aver usato in un brano anche uno storico Electro-Harmonix Small Stone degli anni '70.
Inoltre, ho utilizzato una tampura elettronica e campanellini vari per creare delle atmosfere orientaleggianti.

Francesco Mascio - Ganga's Spirit

Ora che questo disco ha visto la luce, hai in progetto di presentarlo dal vivo?

F: Assolutamente si! Alcuni concerti in anteprima di presentazione si sono già svolti al Fara Jazz Festival (RI), al Bibliothè a Roma e al Namastè a Cassino... vari altri sono in previsione per tutto il 2016.

Con quali musicisti hai collaborato per l'incisione?

Francesco Desiato, straordinario flautista con cui collaboro da anni, Stefano Costanzo che ho scelto appositamente per il suo drumming originale e infine Luca Aquino alla tromba, che ha impreziosito il disco con il suo contributo in "India" e "Skappa l'Elelefante".

Quali sono i tuoi idoli, i personaggi che hanno in qualche modo definito il tuo stile?

F: Ammetto che non è facile rispondere a questa domanda, in quanto nell'arco della mia vita musicale troppi sono stati i musicisti che mi hanno affascinato e influenzato. Volendone citare alcuni potrei partire probabilmente da Joe Pass per le armonie, George Benson per il fraseggio e successivamente Pat Metheny, Mike Stern, Bill Frisell, Marc Ribot e forse soprattutto John Scofield.
Ovviamente, per questioni di spazio, ho citato solo i chitarristi e solo alcuni... ma vorrei ringraziare tutte le persone che in questi anni mi hanno supportato e sopportato, in particolare mio padre che ha sempre creduto in me.
Un sentito grazie anche alla redazione di MusicOff e in particolare a te Carlo Romano per avermi concesso questo spazio.

Carlo Romano Grillandini