Dolcetti - Arriver

Dolcetti - Arriver

Progressive, electro, rock, reggae, punk, synth pop e tanto altro nell'interessante release dei Dolcetti che porta il titolo di Arriver. Sotto l'invitante moniker si nasconde il duo composto da Gianni Rojatti ed Erik Tulissio, rispettivamente alle chitarre e synth il primo e alla batteria il secondo.

Dolcetti - Arriver

Forte di una gran tecnica e di una sana dose di umorismo, l'italica coppia, giunta con Arriver al secondo capitolo discografico, può vantare numerose collaborazioni di rilievo come le aperture per Paul Gilbert, The Aristocrats, Tosin Abasi, Andy Timmons e quelle più recenti per il tour di Steve Vai in onore del 25esimo anniversario di Passion & Warfare.
Decisamente più orientato verso sonorità elettroniche rispetto al precedente Metallo Beat, Arriver è un viaggio attraverso gli stili più disparati mantenendo una costante liaison nei confronti della fusion anni '80 e dell'onnipresente  Steve Vai, principale ispiratore dei Dolcetti.

L'opening track, "Cellulare in bagno", divertente e - tutto sommato – orecchiabile, mette subito le carte in tavola passando schizofrenicamente dal tecno-metal al synth-pop e si rivela un po' il manifesto dell'album.
Sonorità decisamente più eighties per "Un dito due estati", dove l'amore del duo per nomi come Police, Michael Jackson e Level 42 viene prepotentemente fuori e mischiato con un sound più moderno.
"Idea F" è un tributo al "maestro" Steve Vai e, nello specifico, a Flexable, suo primo album; da notare il complicatissimo reggae in 7/8 .

La ballata "Esorcismo e tagliatelle", sempre a cavallo tra pop e prog, ci porta a "Figablast", una sorta di divertissement complicatissimo e velocissimo (dura solo 34 secondi) che doveva necessariamente rientrare nella durata stabilita, perché ogni brano di arriver è lungo esattamente 3 minuti e 34 secondi, tranne "Figablast", che dura tre minuti in meno. "Tutto Finito Troia" ci riporta in territori tanto cari a Vai per traghettarci poi verso il sound più funky di "Lingua verde di prosecco", uno dei migliori episodi dell'album.

Il compito di chiudere Arriver spetta al più lineare "Corri, corri bambina", un brano blues suonato, ovviamente, à la Dolcetti.

Tracklist

  • Cellulare in bagno
  • Un dito due estati
  • Idea effe
  • Esorcismo & tagliatelle
  • Figablast
  • Tutto finito Troia
  • Lingua verde di prosecco
  • Corri, corri bambina

Divertente, interessante e di alto livello tecnico/compositivo, Arriver è una bella release che ha, forse, come unica pecca quella di essere musica per musicisti e non per tutti.
Detto ciò, da ascoltare sicuramente.                                                                                                              


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