Il nuovo Casio Celviano Grand Hybrid

Il nuovo Casio Celviano Grand Hybrid
Salve MusicOffili, il 2 settembre scorso sono stato a Berlino ospite di Casio Italia, per assistere alla conferenza stampa di presentazione dei nuovi pianoforti Celviano Grand Hybrid, frutto della partnership tra il marchio giapponese e lo storico costruttore tedesco di pianoforti acustici C. Bechstein. La conferenza stampa si è tenuta presso lo stilwerk Forum di Berlino, e nel salutare l'affollata platea di giornalisti specializzati giunti da tutta Europa, il presidente di Casio Corporation Kazuhiro Kashio ha descritto le strategie future del marchio nipponico: l'esordio in un mercato esclusivo come quello dei pianoforti ibridi, con una serie di strumenti dal cuore digitale definiti "Premium" in termini di contenuti, per garantire al pianista lo stesso feeling riscontrabile nella controparte acustica. La targhetta dorata sulla parte destra di ogni Celviano Grand Hybrid indicante l'approvazione di C. Bechstein è garanzia di qualità, perché come vedremo in seguito, il marchio tedesco non solo ha supervisionato il progetto, ma ha fornito ai tecnici Casio preziose indicazioni sia riguardo alla realizzazione di una meccanica di stampo tradizionale sfruttando nuovi materiali, sia per quanto concerne il giusto "tuning" nell'interazione con la generazione sonora. Casio ha scelto per i pianoforti Celviano Grand Hybrid un testimonial di eccezione per l'Europa: il giovane pianista inglese Benjamin Grosvenor, il quale ha deliziato la platea eseguendo un brano di Ravel con l'ammiraglia della nuova gamma GP-500. Al termine dell'esibizione, il pianista inglese si è detto entusiasta sia della nuova meccanica, sia per il bel carattere espresso dalle timbriche in un range critico per un pianoforte digitale come la gamma centrale della tastiera. Terminata la conferenza stampa, mi sono preso una bella porzione di tempo per esaminare, fotografare e soprattutto provare i vari modelli presentati, ed ecco per gli amici MusicOffili un piccolo resoconto delle caratteristiche principali. La gamma di pianoforti ibridi Casio Celviano Grand Hybrid è composta dai modelli GP-300 e il top di gamma GP-500, e in entrambi è montata l'inedita meccanica Natural Grand Hammer Action Keyboard, dotata di tasti bianchi e neri realizzati con legno di abete rifiniti in acrilico/fenolo con lo stesso procedimento impiegato da C. Bechstein per produrre le tastiere dei suoi pianoforti a coda. Il punto di ancoraggio e la lunghezza del tasto sono identici a quanto previsto nella controparte acustica del marchio tedesco, per garantire al pianista di ritrovare il giusto feeling in termini di consistenza, bilanciamento e di conseguenza nella risposta al tocco.
Al tasto in legno è stato infine associato un meccanismo e un martelletto realizzati in materiale plastico, nel pieno rispetto delle caratteristiche fisiche delle parti originali. Il sistema di rilevamento della Velocity nell'elettronica della meccanica Natural Grand Hammer Action Keyboard è sempre basato su tre sensori per ogni tasto. Per questi nuovi modelli Casio ha sviluppato con C. Bechstein una raffinata variante della propria generazione sonora AiR, nello specifico ribattezzata Grand Sound Source: la palette timbri comprende ben tre categorie di nuovi pianoforti denominate Berlin, Hamburg e Vienna, che rimandano ad altrettanti storici gran coda da concerto; per quanto riguarda la serie di preset Berlin, la sorgente originale da cui sono stati catturati i multisample è un C. Bechstein Gran Coda C282, la punta di diamante tra i pianoforti prodotti dal marchio tedesco. L'architettura della sintesi AiR Grand Sound Source è piuttosto raffinata, perché oltre alla tecnologia Multi Dimensional Sound Technology, per omogeneizzare il passaggio tra i vari multisample in layer al variare della dinamica, ciascun preset dispone inoltre di banchi sample e algoritmi di modellazione fisica dedicati sia per la simulazione delle risonanze generate da corde e pedali, sia per quanto concerne i rumori tipici. La polifonia in tutti i modelli è di 256 note. Casio e C.Bechstein hanno infine dedicato una particolare cura anche nella simulazione degli ambienti: il DSP Hall Simulator è stato potenziato con una serie di algoritmi di riverbero originali che rimandano anche a storiche sale da concerto. Il Top di gamma GP-500 consente inoltre di scolpire nel dettaglio il proprio suono di pianoforte, intervenendo sui vari parametri di editing fin qui descritti e sugli ambienti, andando in seguito a salvare il risultato in una delle 10 locazioni di memoria User disponibili nell'area Scene; per l'uso immediato sono disponibili 15 preset, che rimandano a precise sonorità di pianoforte legate a una serie di grandi compositori della musica classica e contemporanea. Casio ha sviluppato una diffusione sonora dedicata per questi nuovi modelli, e denominata Grand Acoustic Speaker System: un raffinato sistema a tre vie composto da sei altoparlanti, peraltro inseriti all'interno della cassa per restituire la stessa resa percepita ascoltando un pianoforte a coda; nello specifico, tra le funzioni nel menu di editing segnalo la presenza del parametro Lid, per simulare l'apertura/chiusura del coperchio del pianoforte.
Rimarchevole nella sezione infine la funzione Volume Sync EQ, che fornisce un'equalizzazione calibrata degli speaker, per un ascolto ottimale del suono dello strumento a qualsiasi volume. Sui modelli GP-500 e GP-300 è prevista infine una funzione Sound Field Position, applicabile anche alle cuffie, che consente di simulare tre tipologie di ascolto dalla parte del musicista, oppure da quella dell'ascoltatore.   La funzione Concert Play include un player audio che attinge i file da una pen drive collegata alla porta USB posta sul pannello frontale; la sezione include inoltre un algoritmo di Time Stretching, per variare la velocità del brano mantenendone inalterata l'intonazione. Una libreria di brani musicali dedicati al modo Concert Play sarà disponibile dopo la commercializzazione della serie Celviano Hybrid Grand. Durante la conferenza stampa, Casio ha presentato infine anche il modello 700, il nuovo top di gamma della linea Celviano AP, in cui alla meccanica proprietaria Scaled Hammer Action Keyboard Tri-Sensor II è associata la nuova sintesi AiR Grand Sound Source. Sono riuscito a provare sia il modello AP-700, che il top di gamma dei pianoforti ibridi GP-500: nel primo caso, sono rimasto positivamente stupito dal range espressivo restituito dalla nuova generazione sonora in abbinamento alla classica Tri-Sensor II di Casio. Nell'odierna gamma Celviano, l'AP-700 sostituisce il precedente modello AP-460, e si rivolge a quell'utenza con un budget limitato, ma che non vuole rinunciare ai contenuti sonori proposti sui modelli "Premium".
Come sempre, la Tri-Sensor II scorre bene sotto le dita, e l'interazione con i nuovi preset regala belle suggestioni. Per quanto riguarda il GP-500, mi ha sorpreso in primis l'ottima consistenza del tasto e una risposta pressoché identica a un gran coda acustico C. Bechstein presente nella sala. L'assenza di una simulazione dello scappamento nella nuova meccanica Casio non deve stupire, perché da prove effettuate dai tecnici giapponesi, il martelletto della Natural Grand Hammer Action Keyboard ritorna nella posizione originale in tempi brevi, garantendo ugualmente la possibilità di eseguire dei veloci ribattuti. L'interazione tra la meccanica e la generazione sonora è un altro elemento su cui concentrarsi in sede di prova, perché i nuovi Celviano Grand Hybrid possono tranquillamente confrontarsi con alcuni blasonati concorrenti in categoria. Rimarchevole l'ottimo lavoro svolto dal team di tecnici giapponesi e tedeschi sugli effetti, perché oltre a emulare in maniera convincente i vari ambienti simulati, nel suono rilevo sia un incremento della spazialità, sia una bella profondità di contorno. Terminata la mia piccola prova, mi sono spostato nell'area dedicata alle demo, dove ho incontrato l'amico Max Tempia di Casio Italia, e con lui ho scambiato due chiacchiere su questo importante passo compiuto dal marchio giapponese.

Casio scende in campo in un settore così esclusivo nel mondo del pianoforte: quali sono i motivi di questa scelta? Il mercato del musicista classico è alla ricerca di questo tipo di strumento, per delle ragioni quali il poter studiare tra le mura di casa senza disturbare i vicini, oppure il pianoforte per la seconda casa, magari contenuto nelle forme per inserirlo anche in piccolo ambiente. Il problema per questo target di musicisti è sempre stato la meccanica, e le alternative proposte finora dal mercato sono state i pianoforti ibridi realizzati dai concorrenti, oppure l'installazione di un kit di silenziamento sul proprio pianoforte acustico da parte di un tecnico preparatore, un sistema comprendente il converter MIDI e un generatore sonoro dedicato.
Il prezzo delle soluzioni fin qui descritte può rivelarsi piuttosto oneroso, ma non solo: nel caso si scelga il cosiddetto kit "Silent", è facile imbattersi in generazioni sonore a corredo del sistema dotate di timbriche di bassa qualità. Casio negli ultimi anni ha investito molto su elementi strategici in termini di feeling in un pianoforte digitale quali la meccanica e la generazione sonora, si pensi alla serie di tastiere Tri-Sensor o la tecnologia AiR impiegata per le timbriche, raggiungendo una maturità che ha convinto i vertici della società a spingersi oltre in termini di contenuti: da qui l'idea di coinvolgere nel progetto della nuova serie Grand Hybrid uno storico marchio europeo come C. Bechstein. Innovare mantenendo solide radici nella tradizione: sicuramente una bella sfida…
Non dimentichiamoci che Casio si è sempre posta di fronte a sfide con traguardi ambiziosi da tagliare: potrei partire proprio raccontando della oramai storica serie Celviano, di cui fui il dimostratore italiano nel 1991 per il distributore dell'epoca CD Videosuono. Casio fu la prima a introdurre anche piccole innovazioni nelle funzionalità dei propri strumenti, e diventate in seguito uno standard anche per i concorrenti: si pensi al player audio sotto forma di lettore CD inserito proprio sui pianoforti più raffinati della serie Celviano dell'epoca.
Le serie CDP e Privia hanno consentito a Casio di diventare nel nuovo millennio un leader nel settore dei pianoforti digitali compatti e facilmente trasportabili, mentre con il modello PX5S siamo riusciti nell'intento di proporre uno strumento efficace per il palco a un prezzo di poco inferiore ai mille euro. La sfida lanciata con la nuova serie Grand Hybrid è davvero ambiziosa, perché questo strumento si pone non solo in una fascia dominata da decenni da quei colossi tra i produttori di pianoforti acustici e digitali, ma va a scontrarsi soprattutto con realtà lontane e per certi versi sconosciute per Casio, delle realtà vicine al fondamentalismo pianistico e iper radicate nel loro modo di vedere il settore. Ragionando in questi termini, l'apporto di C.Bechstein assume una doppia valenza, sbaglio?

Non sbagli, perché l'autorevolezza nel settore di questo storico marchio tedesco ci consente di interagire anche con questa sorta di élite tra i pianisti, mentre il know how dei tecnici C. Bechstein ci ha permesso di raggiungere dei traguardi importanti in un minor tempo. Hai partecipato allo sviluppo del progetto della serie Grand Hybrid: qualche aneddoto curioso da svelare? Durante il Musikmesse di Francoforte, ho partecipato al meeting organizzato da Casio, per mostrare ai tecnici e alla proprietà di C. Bechstein la versione definitiva della meccanica Natural Grand Hammer Action Keyboard. Ricordo di quella mattinata la tensione che si avvertiva durante quel confronto, data l'autorevolezza del partner: quando il Presidente di C. Bechstein Karl Schulze ha fatto un cenno di assenso ascoltando l'interazione tra questa meccanica e la nuova generazione sonora, tra noi di Casio si è intuito di aver tagliato un traguardo davvero importante.   In conclusione, il programma della giornata organizzata da Casio a Berlino è proseguito nel pomeriggio con una visita guidata agli storici Hansa TonStudio, in cui sono nati album che considero piccoli capolavori, tra cui "Heroes" e "Low" di David Bowie, "Achtung Baby" degli U2, “"Misplaced Childhood" dei Marillion, nonché diverse chicche dei Depeche Mode negli anni ottanta; di questo "pellegrinaggio" probabilmente ne riparleremo (se vorrete) nell'area audio. (Vi ricordo che sia il pianoforte digitale Casio AP-700, sia la serie Celviano Grand Hybrid  saranno disponibili nel nostro paese a partire dal mese di ottobre, e per qualsiasi informazioni potete visitare il sito di Casio Italia, oppure quello dedicato alla nuova serie di pianoforti ibridi giapponesi.

Riccardo Gerbi