Bachi da Pietra - Necroide

Bachi da Pietra - Necroide

Ci sono due modi di vedere il percorso evolutivo dei Bachi da Pietra: l'insetto è uscito dalla crisalide e, scavando, è emerso in superficie; l'insetto è uscito dalla crisalide e, scavando, è sceso ancora più in profondità. Bando alle metafore, i Bachi da Pietra, giunti al loro sesto album in studio Necroide, sono una delle più belle e valide realtà musicali italiane. Dal blues minimale che sapeva di fumo e umido dei primi album, sono arrivati ad rock-metal sui generis grezzo e possente, senza perdere il mood intimo e crepuscolare che da sempre li contraddistingue.

Prodotto da Giulio Ragno Favero (bassista del Teatro degli Orrori, già produttore del precedente Quintale) e pubblicato da La Tempesta Dischi, Necroide è il coronamento di questa metamorfosi che ha richiesto quasi 10 anni per essere completata.

Bachi da Pietra - Necroide

Già a partire dal titolo, il concept (sempre se di questo si può parlare) è la morte in tutte le sue varianti. L'argomento è affrontato tra il serio e il faceto e basta dare una rapida scorsa ai titoli dei brani per rendersene conto.

L'album parte subito forte con "Black Metal Il Mio Folk", un inno distorto in onore del dio Rock 'n roll, unico rifugio e arma contro la barbarie della guerra, foriera di distruzione e caos.
La matrice più blues/soul, debitamente inspessita da una corazza di pietra, emerge nella seconda traccia, "Slayer & The Family Stone". Tra ritmiche funk e bordate death-metal (rigorosamente in tremolo picking), si racconta della Morte che decide di riorganizzare il suo operato, spedendo micidiali raccomandate così che il malcapitato destinatario non possa fare altro che divincolarsi tra le pratiche burocratiche, giusto per poter esalare il proprio ultimo respiro...

Il vigoroso terzetto d'apertura è chiuso dalla quasi-titletrack, "Fascite Necroide". Brano dedicato al compianto Jeff Hannemann, morto proprio a causa del morso di un ragno, riprende il sound dei primi album thrash metal e continua ad urlare la morte nelle sue innumerevoli incarnazioni. 
L'asticella della qualità rimane altissima per quasi tutto il corso del disco. In particolare alcuni picchi, tanto emotivi quanto musicali/compositivi, sono raggiunti dalla bellissima "Virus del Male", ballata grunge che sembra uscita direttamente dai migliori anni '90, epitaffio di una generazione che forse non "era solo rumore"; oppure dalla doomeggiante "Cofani Funebri" (un applauso è obbligatorio già solo per il titolo), col suo incedere marziale degno di un golem; o ancora "Sepolta Viva", che ci illude per un secondo con la sua chitarra acustica subito accantonata per una più prosaica chitarrona distorta.
Chiude l'album con la delicatezza di un pugno sul naso, "
Danza Macabra", una saetta al fulmicotone di 1:27 minuti degna dei Motorhead.

C'è poco altro da dire, Succi e Dorella fanno paura sia nel blues rarefatto che nelle cavalcate thrash. Che sia un growl o un sussurro appena accennato, che ci sia da accarezzare le corde o da stuprarle, Succi giunge sempre al punto. Altrettanto Dorella, dietro il suo set minimale, si districa alla perfezione fornendo una prova massiccia e quadrata.
Per non parlare dei testi, sempre di classe, tanto nei temi affrontati con ironia quanto nel gusto tutto cantautorale per le parole in sé.

I due hanno condensato in un album che più nero non si può tutta la musica che li ha portati ad imbracciare la chitarra e a sedersi dietro le pelli della batteria e ci sono riusciti senza cadere in manierismi ma trasfigurando quei suoni, da abili alchimisti, in base alle loro esigenze e al loro personalissimo stile.

Pasquale Vaccaro

Tracklist:

  • Black Metal Il Mio Folk
  • Slayer & The Family Stone
  • Fascite Necroide
  • Tarli Mai
  • Voodoviking
  • Apocalinsect
  • Virus Del Male
  • Feccia Rozza
  • Cofani Funebri
  • Sepolta Viva
  • Danza Macabra

Lineup:

  • Giovanni Succi (chitarra, voce)
  • Bruno Dorella (batteria, cori)

Bachi da Pietra - Necroide