Alternate Picking - Tre note per corda (5° parte)

Alternate Picking - Tre note per corda (5° parte)
Concludiamo questa prima fase di lezioni riguardo la plettrata alternata su corda singola con degli esempi musicali che possono servirci come spunto per alcune applicazioni.Le articolazioni che abbiamo visto nelle lezioni precedenti sono state sviluppate su tre importanti frammenti:    Questi frammenti vi consentono di spezzettare diverse scale musicali in piccoli box, semplici da gestire e sui quali poter applicare le numerose sequenze viste fin qui. Una maniera molto diffusa e pratica per suonare interludi o altre sequenze è proprio quella di applicare una sequenza ad ogni piccolo frammento di scala.
Quindi il primo lavoro da fare è suddividere una scala che ci interessa in piccoli frammenti di tre note su una corda sola. Potete utilizzare i tre frammenti visti sopra per costruire la scala maggiore, la scala minore e tutti e sette i modi costruiti su di esse. In realtà possiamo scomporre qualunque scala formata dall'alternarsi di toni e semitoni, quindi anche la scala diminuita, la scala esatonale e, come disse Rocco Siffredi, chi più ne ha più ne metta!
Una volta suddivisa la nostra scala in questi frammenti, proviamo a suonare una sequenza su ogni frammento. Possiamo alternare anche frammenti in ordine sparso, non necessariamente sequenziale altrimenti sembrerebbe un esercizio. L'esercizio è necessario nella una fase primordiale, durante l'assimilazione della sequenza in relazione alla "geometria" dei frammenti che compongono la scala.
Una volta afferrato il concetto possiamo sbizzarrirci creando le nostre frasi pensando direttamente ad una sequenza applicata ad un frammento. Chi ha già una buona dimestichezza può provare a fare questo tipo di esercizio per l'improvvisazione: posizionare la nota target in mezzo al frammento di tre note ed usare una sequenza per approcciare la suddetta nota utilizzando entrambe le note di volta (che sarebbero le altre due note del frammento). Funziona anche in senso cromatico!

Vediamo adesso alcune applicazioni in ambito metal-neoclassico. Non può non essere chiamato in causa a questo punto il primo e imitatissimo chitarrista svedese che utilizzò queste sequenze per creare interludi dal sapore classicheggiante, il "re" Yngwie Johann Malmsteen.
Prendiamo in considerazione alcuni fra i suoi numerosissimi interludi per osservare l'applicazione dei concetti visti fin qui. Risulta molto chiaro il sistema di frammentazione ed utilizzo di sequenze con, ovviamente, la plettrata alternata! Se avete praticato le sequenze viste nelle lezioni precedenti, non dovreste avere difficoltà nell'identificarne l'utilizzo. Riassumiamo, in breve: frammentazione della scala in box di tre note su una corda; utilizzo di una sequenza per ogni box; spostarsi da un box all'altro. Yngwie Malmsteen Evil Eye dall'album Yngwie J. Malmsteen's Rising Force, Polygram, 825 324-2, 1984:

01'56'' Cliccate sulla partitura per ingrandirla   Cliccate sulla partitura per ingrandirla   Ascolta l'esempio 1 Yngwie Malmsteen I'll see the light, tonight dall'album Marching out, Polygram, 825 733-2, 1985:

01'52'' Cliccate sulla partitura per ingrandirla   Cliccate sulla partitura per ingrandirla   Cliccate sulla partitura per ingrandirla   Ascolta l'esempio 2 Yngwie Malmsteen Trilogy suite Op:5 dall'album Trilogy, Polygram, 831 073-2, 1986:

00'18'' Cliccate sulla partitura per ingrandirla   Ascolta l'esempio 3 Ricordiamo che le sequenze possono essere applicate in diversi contesti musicali. Abbiamo appena osservato l'utilizzo secondo Malmsteen, ma l'obiettivo è quello di arrivare a creare un utilizzo personale di questi e altri argomenti prendendo spunto dai soliti "grandi" chitarristi che ci hanno preceduto e hanno visto prima di noi lontani orizzonti.

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