Alternate Picking - Postura e primi esercizi

Alternate Picking - Postura e primi esercizi
Come fanno alcuni chitarristi come Malmsteen, Petrucci, Gilbert, a plettrare così velocemente ed in maniera "pulita"? Bisogna suonare, suonare, suonare! Certamente c'è modo e modo di suonare (e di studiare). L'abilità nella plettrata alternata è il prodotto di un approccio logico-tecnico basato sull'economia del movimento che ci consente di suonare molte note con il minimo sforzo. Al contrario del legato, che crea un suono fluido e morbido, plettrando tutte le note si crea un effetto di staccato che riesce a incrementare la sensazione di definizione di un determinato fraseggio: una qualsiasi frase di legato, se eseguita con la plettrata alternata alla stessa velocità, sembrerà comunque più spigolosa e definita. Il suono del legato, in una frase di alcune note suonate sulla stessa corda, può essere paragonato ad una lunga "nota" che cambia intonazione, mentre con la tecnica della plettrata alternata ogni nota viene marcata maggiormente, evidenziando il passaggio da una nota all'altra. Si guadagna così molto in incisività, ma si perde in parte la fluidità del legato.Per ottenere una plettrata alternata convincente serve soprattutto una grande coordinazione delle due mani e molta, molta pratica.
Cominciamo dalla posizione del plettro e del polso.
Non esiste una posizione "corretta", uguale ed efficace per tutti, ognuno di noi generalmente è portato a prediligere la posizione che ritiene più comoda. Per farsi un'idea basta guardare le diverse posizioni indicate dalle figure. Non abbiamo tutti le stesse mani di conseguenza ci saranno tantissime posizioni, tutte valide. Osservate la posizione del polso e dell'avambraccio per esempio, in Marty Friedman, Frank Gambale, Paul Gilbert, Yngwie Malmsteen e Steve morse. Plettratori formidabili ma ognuno con un'impostazione ben diversa dall'altro. Non ha "ragione" chi plettra "di polso" o chi "di braccio" o chi ancora "di dita"; sono semplicemente delle diverse impostazioni.               Raggiunta quindi una confortevole postura, possiamo iniziare ad esercitarci con i due movimenti fondamentali: la plettrata in giù (downstroke) e la plettrata in su (upstroke). Il polso deve essere rilassato. Se dovessimo avvertire qualche dolore, o facciamo uno sforzo per eseguire gli esercizi, è necessario fermare immediatamente l'attività fisica in modo da far rilassare i muscoli/tendini che, quando vengono sforzati eccessivamente, reagiscono in maniera negativa avvertendoci (col dolore) che hanno bisogno di riposarsi. Eseguendo gli esercizi in maniera corretta, senza sforzare troppo i muscoli/tendini, eviterete fastidiose tendiniti che potrebbero compromettere la vostra carriera da chitarristi. Cominciate quindi a suonare questi esercizi a velocità lente (60-80 bpm); quando riuscite a suonare l'esercizio in maniera corretta, aumentate la velocità. Provate anche le diverse impostazioni suggerite dalle figure. Provate a suonare, inoltre, ogni esercizio spostandovi lungo il manico. La distanza fra un tasto e l'altro non è sempre uguale! Infine, è preferibile utilizzare inizialmente il suono pulito anziché quello distorto, perché riuscirete meglio ad ascoltare il suono di ogni singola nota accorgendovi così se suona "pulita"
. Successivamente suonate con un suono distorto e sentite le differenze.   Ascolta l'esercizio 1   Ascolta l'esercizio 2 In seguito prenderemo in considerazione il problema più grosso, il passaggio da una corda all'altra, e cercheremo di integrare gli esercizi di tecnica con linee melodiche e sequenze meno chiropratiche.
Buon lavoro MusicOffili e... alla prossima puntata!